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L’ammissione di Napolitano: sulla scuola anni di tagli alla cieca, solo ora si cambia strada

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“La scuola negli ultimi anni ha sofferto ristrettezze provocate dalla crisi e ha sofferto, diciamo la verità, di incomprensioni e miopie, di rifiuti e tagli alla cieca, più che di una necessaria lotta contro innegabili sprechi, da parte dei responsabili della cosa pubblica”. Sono ammissioni importanti quelle fatte il 23 settembre dal primo cittadino dello Stato italiano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando al Quirinale all’inaugurazione dell’anno scolastico 2013-2014. Le parole del Capo dello Stato hanno quasi il sapore delle scuse. Subito dopo, infatti, Napolitano dichiara che “si sta ora comprendendo che bisogna cambiare strada” su come affrontare la crisi generale dell’istruzione italiana e i provvedimenti adottati dal governo recentemente vanno in questa direzione. Per poi aggiungere che “il potenziamento del sistema scolastico là dove si presenta più debole è uno degli elementi del rinnovato impegno che l’attuale governo sta dedicando all’istruzione. Potenziamento a cominciare dalle strutture materiali, dagli edifici scolastici divenuti antiquati ed insicuri”.
Prima di Napolitano aveva parlato il ministro dell’Istruzione. Anch’egli ha fatto riferimento al D.L. 104 sulla scuola. “La scuola oggi – ha detto Carrozza all’apertura del suo intervento – è sempre più l’istituzione che unisce gli italiani”. Per poi affrontare temi di attualità come l’ambiente, la sicurezza nelle scuole, l’importanza del ruolo dei docenti, gli investimenti “in ottica pluriennale e non più come ‘spese’, l’importanza di “non lasciare indietro nessun territorio”. Nel discorso del responsabile del Miur c’è stato anche spazio per Piero Calamandrei e la sua visione di Costituzione da “far vivere” agli studenti.
Alla cerimonia, aperta dalla cantante Chiara con “Vieni via con me”, nel cortile d’onore del Palazzo del Quirinale inondato dal sole, c’erano quasi 3 mila studenti arrivati da tutte le parti d’Italia, accompagnati da docenti e capi d’Istituto. Nel corso delle due ore della manifestazione hanno sventolato cappellini, magliette e bandierine tricolore. E seguito con trepidazione esibizioni, cori e ospiti d’eccezione del mondo della ricerca, dello sport, della musica e della cultura.
Tra gli studenti – dai bambini della scuola dell’infanzia ai ragazzi delle scuole superiori – anche Giorgio, un ragazzo disabile appena rientrato dopo un’esperienza Erasmus in Spagna. “All’inizio è stata dura – ha detto intervistato da Fabrizio Frizzi, in diretta Rai – ma poi è andato tutto bene. Ci sono stati aspetti positivi accademici e umani. Ho conosciuto molte persone che ora fanno parte della mia ‘famiglia’ spagnola”. C’è stato spazio anche per il cantante Claudio Baglioni, che ha cantato “Strada facendo” e “Con voi”, prima di intrattenersi in un breve colloquio con il capo dello Stato.
Sul palco anche l’attore Luca Zingaretti, che ha parlato della figura di Adriano Olivetti, che interpreterà in una fiction che andrà in onda in ottobre su Rai 1. “Apparteneva ad una generazione di imprenditori – ha detto – che hanno fatto tanto per l’Italia. Ho scoperto un uomo che aveva una grande passione ed un volto umano: voleva che gli operai fossero felici di lavorare nelle sue fabbriche. Aveva la capacità di guardare avanti”. Tanti i personaggi dello sport sul palco (Tania Cagnotto campionessa per i tuffi, Simone Scocchetti campione per il tiro a volo, Laura Milani ed Elisabetta Sancassani per il canottaggio femminile ed altri) che hanno raccontato la fatica e la passione con la quale hanno vinto le gare. Gli studenti presenti oggi al Quirinale sono stati selezionati attraverso un bando di concorso aperto a tutte le scuole sui temi dell’integrazione, della legalità, della lealtà nello sport, dell’ambiente e del lavoro. Sono arrivate 1.106 proposte e ne sono state scelte 100.
Al termine della manifestazione in tanti, soprattutto studenti, si sono raccolti attorno a Napolitano per ricevere autografi e stringere la mano al loro presidente.

Il discorso integrale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

 

 

Il discorso integrale del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza