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Referendum, procedimenti disciplinari per prof e ds che fanno propaganda a scuola aggirando la par condicio: Valditara non molla

A due giorni dal referendum sulla giustizia, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara torna a parlare di propaganda a scuola, puntando il dito sugli eventuali docenti o dirigenti scolastici che abbiano assunto atteggiamenti di parte rispetto alla risposta da dare al quesito referendario del 22 e 23 marzo.

Il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha fatto sapere – durante un intervento su Rete 4 – che “gli Uffici scolastici regionali hanno accertato le segnalazioni pervenute di una propaganda a senso unico in alcune scuole” durante la campagna per il referendum che dovrebbe mutare l’organizzazione di fondo dei giudici italiani.

Quindi, Valditara ha ribadito che “laddove fossero state individuate violazioni alla direttiva che ho dato” sul dovere di rispetto della par condicio, “gli Uffici scolastici regionali presumibilmente avvieranno procedimenti disciplinari”.

Infine, il Ministro ha detto di sperare “che nelle ore di educazione civica si affrontino queste problematiche”, per poi però ribadire che “non è consentito fare propaganda a favore dell’una o dell’altra parte”.

Solo poche ore prima, lo stesso titolare del Mim aveva detto che l’amministrazione scolastica aveva annunciato “alcune segnalazioni di dibattiti orientati solo in una certa direzione:  le segnalazioni sono tutte a favore del ‘no’ al referendum sulla giustizia e quindi la direttiva che ho dato è che va benissimo il dibattito nelle scuole ma ci deve essere par condicio, equilibrio tra le parti, la scuola non è luogo di indottrinamento, è pagata da tutti gli italiani”, ha ribadito Valditara.

Qualche giorno fa, il ministro Valditara aveva detto che “se dovesse vincere il no vincerebbe il massimalismo, l’estremismo, la contumelia, l’insulto, la delegittimazione della persona”.

In precedenza, sempre lo stesso ministro dell’Istruzione aveva inviato un messaggio a dirigenti scolastici, e indirettamente ai docenti, perché non cadano nell’errore di illustrare agli studenti un parere di parte sul prossimo referendum sulla Giustizia: “chiunque dovesse alterare la par condicio – aveva chiosato Valditara – lo fa a suo rischio e pericolo e può incorrere in sanzioni disciplinari”.

Nei giorni passati, la Flc-Cgil aveva replicato alle dichiarazioni di Valditara, analoghe a quelle del 18 marzo, sostenendo che a scuola operano docenti che sanno quello che fanno e non possono essere condizionati sui contenuti del loro operato in classe con gli alunni.

“Affermare ancora una volta, che nelle scuole ci sarebbe il rischio di ‘indottrinamento’ – ha fatto sapere il sindacato Confederale – è una narrazione tanto grave quanto infondata, che alimenta un clima di sospetto verso la scuola pubblica. Significa mettere sotto accusa migliaia di docenti e operatori dell’istruzione che svolgono il proprio lavoro con professionalità, responsabilità e nel pieno rispetto della Costituzione”.

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