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La Benedizione di Pasqua a scuola s’ha da fare, sindaco del riminese la impone alla preside “ribelle” che aveva detto ‘no’ al sacerdote

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La benedizione pasquale a scuola si deve fare e chi non è credente può accomodarsi fuori dall’aula: è il senso di quanto ha ordinato agli istituti scolastici del posto Mauro Giannini, sindaco di Pennabilli, in provincia di Rimini, dove ha sede la cattedrale della diocesi San Marino-Montefeltro. La singolare iniziativa è nata a seguito della decisione di una dirigente scolastica di una scuola primaria di Maiolo, che sabato scorso avrebbe impedito ad un sacerdote di effettuare la benedizione nelle classi in vista della Pasqua.

Poiché la preside, riporta l’Ansa riferendosi all’ordinanza del sindaco, ha “disposto il divieto di svolgere il rito della benedizione pasquale all’interno degli edifici scolastici durante l’orario dedicato alle attività didattiche”, il sindaco ha risposto con l’ordinanza numero 8 dell’anno ordinando “alla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo statale”, di cui fa parte la scuola di Maiolo, “di consentire il rito della benedizione pasquale all’interno di tutte le aule degli edifici scolastici di Pennabilli anche durante l’orario dedicato allo svolgimento dell’attività didattica“.

Il primo cittadino, citando i Patti Lateranensi e l’accordo di Villa Madama tra Stato e Chiesa, ha tenuto quindi a far sapere che la benedizione potrà svolgersi “nel rispetto dei portatori di diverse culture religiose ai quali deve essere consentito l’allontanamento momentaneo”.

Sempre l’agenzia di stampa nazionale ricorda che l’ordinanza è arrivata dopo che il sindaco di Pennabilli “è salito alle cronache l’ottobre scorso per avere rivendicato la sua fede fascista (‘Morirò in camicia nera’), e dopo avere diramato a Natale un’ordinanza con cui chiedeva ai propri concittadini di ‘sorridere alla vita’”.