Home I lettori ci scrivono La chimica “dimenticata” e l’estinzione della cultura scientifica in Italia

La chimica “dimenticata” e l’estinzione della cultura scientifica in Italia

CONDIVIDI

Un numeroso gruppo di docenti di Chimica, laureati e/o abilitati per l’insegnamento nella classe di concorso A034 Scienze e tecnologie chimiche (ex A013) scrive per denunciare l’attuale critica situazione nella quale verte la didattica della Chimica negli istituti di istruzione secondaria superiore.

Negli ultimi anni una serie di discutibili riforme scolastiche ha ridotto gradualmente il monte ore delle discipline scientifiche nelle scuole superiori e, in alcuni casi, ha eliminato dai quadri orari discipline che sono state necessariamente inglobate in quelle rimanenti, con conseguenti inevitabili tagli (ne è un esempio la scomparsa della Chimica – Fisica dal triennio dell’indirizzo Chimico degli Istituti Tecnici Industriali).

Questa tendenza è tuttora confermata dal regolamento di riordino degli istituti professionali (D. Lgs. n. 61 del 2017) che prevede una drastica riduzione delle ore di Scienze Integrate (Chimica, Fisica Biologia e Scienze della Terra) nel biennio, di entità diversa a seconda dei vari indirizzi: da 6 a 8 ore per Manutenzione e Assistenza Tecnica, da 4 a 6 ore per Industria e Artigianato e da 3 a 4 ore per Enogastronomia e Servizi Alberghieri.

La linea generale intrapresa dalle Commissioni interne dei vari Istituti sembra essere quella di eliminare a priori le discipline di Chimica e di Fisica che ricadrebbero comunque nella disciplina di Scienze, non prendendo in considerazione l’importanza che le singole discipline hanno nel curriculum formativo scolastico e la creazione di un numero rilevante di esuberi (a titolo di esempio, quattro su cinque delle immissioni in ruolo 2017 nella provincia di Ancona relative alla classe di concorso A034 sono in Istituti Professionali).

Paradossalmente, la volontà di non creare esuberi nell’immediato da parte dei D.S. porterebbe ad una estrema eterogeneità nel biennio dei diversi istituti professionali, complicando in tal modo le cosiddette “passerelle” tra bienni comuni, come da D.M. 22 agosto 2007, n. 139.

Ci chiediamo quale sia la logica alla base di questo ennesimo riordino e soprattutto Vi chiediamo cosa state facendo per impedire un tale degrado della cultura scientifica, già notevolmente compromessa nel nostro Paese, soprattutto riguardo la Chimica il cui insegnamento nei licei è ancora precluso ai sottoscritti, laureati ed abilitati al suo insegnamento, con il ben noto risultato del calo di iscrizioni alle Facoltà scientifiche.

Coordinamento docenti di Chimica A034