Registrati
04.07.2026

La cultura classica è viva più che mai, sostiene Frassinetti; il classico perde terreno perché i ragazzi cercano scorciatoie alla fatica. Quindi il “4+2” che Valditara vuole valorizzare è una scorciatoia?

Che il liceo classico rappresenti un percorso formativo importante e meritevole di attenzione da parte di tutti (politica, mondo del lavoro, famiglie e studenti) è un scontato e non c’è neppure bisogno di ribadirlo.
Ma, a parere di chi scrive, forse non è neppure il caso di enfatizzare troppo la scuola classica.
In un recente intervento raccolto dalla nostra testata, per esempio, la sottosegretaria Paola Frassinetti ha nuovamente insistito sull’argomento (sul tema si era già espressa più volte in passato).

Latino e greco – sostiene Frassinetti – non sono lingue morte, anzi sono vive più che mai: e se con questa affermazione vogliamo dire che la cultura classica è ricca di temi modernissimi non si può che essere d’accordo. Come si può non considerare moderno Socrate e il suo invito a distinguere il bene dal male perché la pratica del bene nasce proprio dalla sua conoscenza?
E come si può non commuoversi leggendo i versi di Saffo, pur a distanza di 2.500 anni ?

E fin qui va tutto bene, ma sostenere che la cultura classica ha contribuito a “formare le generazioni che hanno tenuto in piedi l’Italia” ci sembra francamente eccessivo se non addirittura fuori luogo.

Forse non sarebbe male ricordare che la ricostruzione post-bellica  del nostro Paese è dovuta non solo a grandi intellettuali che si erano formati studiando Platone e Cicerone ma anche a tanti, tantissimi tecnici che negli anni 50 e 60 hanno contribuito allo sviluppo industriale dell’Italia.

Ha certamente ragione Frassinetti quando afferma che il classico è una scuola che ha bisogno di essere innovata, ma quando dice che nei confronti di questa scuola “non c’è più interesse è perché purtroppo è prevalsa una mentalità di scorciatoia alla fatica e alle difficoltà”, francamente non possiamo che essere in disaccordo.
Fatica e difficoltà sono concetti molto relativi e dipendono ovviamente dalla formazione, dalle inclinazioni e dagli interessi personali.
Chi scrive queste note, anche più di mezzo secolo dopo aver abbandonato le “versioni” di cui parla la sottosegretaria è ancora in grado di leggere (e capire) qualche pagina di Sallustio o di Cicerone in lingua originaria, ma suda (letteralmente) 7 camicie se deve piantare un chiodo nel muro. Forse allora sono io che dovrei dire di “aver fatto” il classico per evitare fatiche e difficoltà!
D’altronde, questa idea di Frassinetti che gli studenti evitano il classico perché preferiscono le scorciatoie è piuttosto paradossale: la sottosegretaria vuole forse dire che le decine di migliaia di studenti che in questi ultimi anni hanno deciso di iscriversi ai percorsi tecnico-professionali lo hanno fatto per non affaticarsi ?
Ma il ministro Valditara è contento di sentir dire che chi va al “4+2” è perché cerca una scorciatoia?

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate