“Chi in queste ore attacca il Governo ed i ministri Valditara e Giorgetti per l’introduzione del bonus”, fino a 1.500 euro per l’iscrizione alle scuole paritarie, “è lo stesso che, in epoca di pandemia, dichiarava il carattere essenziale del servizio pubblico svolto dalle scuole paritarie, all’interno del sistema nazionale di istruzione. Da dove nasce tanta incoerenza? Come si può ora affermare da parte delle stesse persone che si tolgono fondi alla scuola statale che, tra l’altro, è già pagata dallo Stato e, pertanto, non si sottrae nulla? Lo Stato destina allo studente della scuola statale 10 mila euro (quando il costo medio studente è pari, in media, a euro 7.500,00, evidente lo spreco di denari pubblici, cioè delle tasse dei cittadini), mentre per uno studente della scuola paritaria lo Stato destina 750 euro, se frequenta la Scuola secondaria di primo grado 204 euro. Cosa sono 204 euro all’anno a studente, contro a 7.500,00 euro di costo medio studente e ai 10 mila euro dello studente della scuola statale?”. A dirlo è Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica ed esperta di politiche scolastiche, a commento dalla firma da parte del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al decreto interministeriale sul ‘Bonus paritarie’, per dare attuazione all’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, il cui iter di adozione si concluderà a breve con la firma anche del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
A colloquio con l’Adnkronos, Suor Anna Monia Alfieri ricorda che a beneficiare del “Buono paritarie” , già presente in alcune regioni, come la Lombardia, saranno gli studenti che “frequentano una scuola secondaria di primo grado paritaria o il biennio della secondaria di secondo grado, sempre paritaria”. Poi, con rammarico, sostiene che “a nulla sono valsi gli sforzi compiuti in quasi trent’anni sul fronte della scuola, ai temi della libertà di scelta educativa, del carattere pubblico della scuola paritaria, sul diritto negato ai genitori di scegliere liberamente la scuola pubblica paritaria. Da notare che il bonus incriminato è destinato alle famiglie meno abbienti che hanno tutto il diritto di poter scegliere la scuola per il proprio figlio, anche la scuola cui, fino ad ora, hanno avuto accesso solo i figli dei ricchi”.
La Suora sostiene, alla luce delle tante polemica, che sembrerebbe “in sostanza” che “i ricchi non desiderano che le scuole scelte da loro per i propri figli siano scelte dalle famiglie dei poveri. L’apprendimento deve essere separato, così da creare una separazione nella società, così da creare corsie preferenziali per il successo percorribili solo da alcuni. Quello che mi risulta francamente difficile da accettare è anche un aspetto che ritengo non secondario, ossia l’incoerenza intellettuale”.
Quindi, Suor Monia Alfieri sostiene che i cittadini dovrebbero “pascersi della conoscenza, non della non conoscenza, per di più colpevolmente coltivata. Il pluralismo educativo è garanzia della democrazia, della libertà del pensiero: un sistema scolastico realmente pubblico, ossia basato sulla libera scelta tra scuola statale e scuola paritaria, potrebbe realmente portare grande giovamento alla nostra società. Invece no, preferiamo insistere con narrazioni false e ingannatrici”.
Quindi, alimenta il concetto sostenendo che “i problemi della scuola statale non” possono essere “dovuti alle briciole erogate agli allievi della scuola paritaria. Tutt’altro! Qualora i 776.000 allievi delle scuole paritarie, che costano allo Stato euro 753.730.089, si dovessero riversare nella scuola statale, essi costerebbero ben 5,6 miliardi”.
“Sul fronte della libertà di scelta educativa importante e ricco di sviluppi interessanti e proficui è l’intervento dei privati, esattamente come avviene a Firenze con i voucher stanziati dalla Fondazione CR Firenze per i bambini iscritti alle scuole primarie paritarie, con famiglie con ISEE inferiore a 35 mile euro. Anche questo – conclude Suor Anna Monia Alfieri – è un esempio importante e prezioso di responsabilità sociale agita nella concretezza”.