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La didattica efficace? Il docente influencer Schettini: è quella di chi insegna con gli occhi che brillano

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Nella Giornata mondiale del docente 2022, tra gli ospiti anche Vincenzo Schettini, il docente di fisica straseguito sui social, con un canale YouTube da 286mila iscritti e un account TikTok da 680mila followers. Come vanno motivati i ragazzi? Con lo storytelling, secondo il docente influencer.

“Insegnare la matematica e la fisica è una responsabilità ed è una responsabilità persuadere i ragazzi che ragionare secondo logica è molto importante. Come fare? Attraverso il racconto. Noi professori siamo prima di tutto dei comunicatori. Ci rivolgiamo agli studenti attraverso il racconto e nutrendolo di elementi, i ragazzi si appassionano. Non c’è differenza tra l’Italiano, la matematica, l’inglese,” tutte le materie vanno insegnate con un approccio comunicativo efficace. “Non ci sono ragazzi poco portati per una disciplina, non bisogna essere portati o non portati per capire una materia, devono essere bravi gli insegnanti a insegnare”.

E quanto al divieto di usare i dispositivi cellulari in classe, adottato in alcune scuole, divenute smartphone free, Vincenzo Schettini commenta: “Si ha paura delle nuove tecnologie, questo è il punto, e non si ha il coraggio di dire che il telefonino deve far parte della didattica. Dobbiamo insegnare ai ragazzi a usare questi strumenti con saggezza. Le tecnologie vanno usate e i ragazzi vanno educati a usarle senza smarrire d’altra parte l’uso della carta. Non bisogna avere paura delle tecnologie, la gente ha paura quando non conosce, credetemi,” chiosa entusiasta.

“Quando tu insegni la tua materia e ti brillano gli occhi mentre lo fai, tu hai spianato la strada al sapere,” perché i ragazzi vedono la tua passione e gliela trasmetti. “Ma ciò non vuol dire che non serva impegno: è come nello sport, lo sportivo si diverte a fare quello che fa ma nel contempo deve lavorare, deve sgobbare. Ma se tu hai spianato la strada dell’entusiasmo ai ragazzi – conclude – per loro è tutto più facile, ed è allora che hai fatto il tuo dovere. Che insegnanti siamo, altrimenti? Che facciamo a fare questo mestiere, se non per questo?”