A Bari una dirigente scolastica ha scritto una lettera di addio alla comunità del suo istituto comprensivo, dopo nove anni alla guida della scuola. Dal prossimo primo settembre assumerà infatti l’incarico di preside in uno storico liceo scientifico cittadino. Ad accompagnare il commiato, un video dell’ultimo giorno di scuola, reso noto solo nelle scorse ore, in cui l’intero corpo docente la saluta intonando un celebre brano sanremese dal titolo “Per sempre sì“, adattato al contesto scolastico e al legame professionale costruito negli anni.
Nella lettera, la dirigente scrive: “Ci sono lettere che si scrivono in pochi minuti e altre che si portano dentro per giorni, perché le parole, da sole, non bastano mai a contenere ciò che si vuole dire. Non è semplice lasciare una scuola […] dopo nove anni intensi, attraversati da esperienze, sfide, risultati, e soprattutto da relazioni umane che sono diventate, nel tempo, qualcosa di più profondo di un semplice rapporto di lavoro. Lascio il mio incarico, ma so già che una parte importante del mio cuore resterà qui”.
La preside dedica un passaggio specifico al corpo docente e al personale Ata, definendo un «privilegio» aver lavorato “accanto a persone appassionate e generose, che hanno svolto il proprio compito con competenza e professionalità, senza mai tirarsi indietro di fronte alle numerose innovazioni e sperimentazioni che abbiamo proposto insieme”, sottolineando come il centro dell’impegno comune sia sempre stato il benessere e il successo formativo di ogni alunno.
Un ringraziamento è rivolto anche agli studenti della primaria e della secondaria e alle rispettive famiglie, a cui va, scrive la dirigente, “la mia gratitudine più sincera, per la fiducia accordata e per la collaborazione costruita, giorno dopo giorno, nel tempo”. La lettera si chiude con un bilancio personale: “Porto con me ciò che ho imparato qui, che è molto più di quello che ho insegnato. Grazie, di cuore, a ciascuno di voi”.
Lettera di saluto del Dirigente scolastico
Carissimi,
ci sono lettere che si scrivono in pochi minuti e altre che si portano dentro per giorni, perché le parole, da sole, non bastano mai a contenere ciò che si vuole dire.
Non è semplice lasciare una scuola come la “Massari-Galilei” dopo nove anni intensi, attraversati da esperienze, sfide, risultati, e soprattutto da relazioni umane che sono diventate, nel tempo, qualcosa di più profondo di un semplice rapporto di lavoro.
Dal 1° settembre assumerò la direzione del Liceo “Scacchi” di Bari. Lascio il mio incarico, ma so già che una parte importante del mio cuore resterà qui, in questa comunità scolastica. Nove anni sono un pezzo di vita.
Sono arrivata in questa scuola nel 2017. C’erano meno di 700 alunni: 693, per l’esattezza. Oggi sono quasi 1.450. Nella scuola secondaria siamo passati da 5 corsi a 10 completi, e a settembre si aggiungerà un’undicesima classe prima. Sono numeri che parlano da soli, specialmente in un tempo segnato dalla denatalità, e che raccontano qualcosa di più grande di una semplice crescita numerica: raccontano la fiducia che le famiglie e il territorio hanno riposto, anno dopo anno, in questa scuola.
In questi anni ho avuto il privilegio, e lo dico con piena consapevolezza del significato di questa parola, di lavorare accanto a persone appassionate e generose, che hanno svolto il proprio compito con competenza e professionalità, senza mai tirarsi indietro di fronte alle numerose innovazioni e sperimentazioni che abbiamo proposto insieme. Docenti e personale ATA hanno saputo affrontare ogni cambiamento con impegno, disponibilità e uno spirito di collaborazione che non ho mai dato per scontato, ponendo sempre al centro il benessere, la crescita e il successo formativo di ciascun alunno.
Insieme abbiamo costruito una scuola accogliente, inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare le potenzialità di ogni studente, con attenzione, empatia e rispetto delle diversità. E questo, credetemi, resta il risultato di cui vado più fiera.
Abbiamo visto crescere un’orchestra e una fanfara la cui bravura è oggi riconosciuta e apprezzata in qualunque contesto. A maggio le ho ascoltate nell’auditorium del Conservatorio “Piccinni”: i nostri ragazzi su quel palco, e il silenzio della sala un attimo prima dell’attacco. Chi c’era sa di cosa parlo: è un silenzio che si porta addosso, che resta. La musica è il fil rouge della nostra scuola, fin dall’infanzia, passando per la primaria e culminando nella secondaria: una prospettiva verticale che arricchisce, e che continuerà a farlo ben oltre la mia presenza qui.
Abbiamo un’offerta formativa ricca, innovativa, capace di rispondere ai diversi interessi e talenti degli alunni: le classi digitali, l’indirizzo musicale, le curvature artistico-espressiva, scientifica e sportiva, la specializzazione e il potenziamento Cambridge, la mobilità Erasmus e la partecipazione a iniziative culturali di grande rilievo, come il Treno della Memoria, i gemellaggi musicali, linguistici e culturali.
Ogni progetto, ogni sperimentazione, ogni traguardo raggiunto sono stati il frutto di un lavoro collettivo, della capacità di condividere obiettivi ambiziosi e della volontà, mai venuta meno, di offrire ai nostri ragazzi opportunità sempre nuove di conoscenza, crescita e apertura verso il mondo.
Ringrazio con tutto il cuore i docenti, il D.S.G.A., il personale amministrativo, i collaboratori, le famiglie e gli alunni. Ringrazio chi ha creduto nei progetti della scuola, chi ha collaborato con entusiasmo e chi, anche nei momenti più complessi, ha continuato a lavorare con serietà e senso di responsabilità, perché è proprio in quei momenti che si misura il vero valore di una comunità.
Ai bambini e ai ragazzi rivolgo il mio pensiero più affettuoso, quello che non si esaurisce in una formula di saluto. Non riesco a pensarvi per classi o per annate: mi tornate in mente uno per uno, chi per un motivo e chi per un altro, ciascuno con una breccia lasciata da qualche parte, dentro di me. Dai vostri sorrisi, dalla vostra serenità, si capisce subito che per voi questa scuola è casa, e non un edificio. E sapere questo, per chi l’ha guidata, vale più di ogni traguardo.
Alle famiglie va la mia gratitudine più sincera, per la fiducia accordata e per la collaborazione costruita, giorno dopo giorno, nel tempo.
Ai genitori del Consiglio di istituto un ringraziamento speciale, per il contributo sempre attento e costruttivo, per la disponibilità al confronto e per la costante attenzione alle esigenze della comunità scolastica.
Lascio una scuola forte, vitale, ricca di professionalità e di idee, capace di guardare al futuro senza mai perdere di vista il valore delle persone. Sono certa che continuerà a crescere e a rappresentare un punto di riferimento importante per il territorio, e la seguirò sempre, anche da lontano, con lo stesso affetto di oggi.
Comincio il nuovo incarico con emozione, e con la piena consapevolezza di quanto devo a questi nove anni. Porto con me ciò che ho imparato qui, che è molto più di quello che ho insegnato.
Grazie, di cuore, a ciascuno di voi.
Con affetto e riconoscenza