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Prima Ora - Notizie del 22 luglio

La formazione non ha età

I corsi di istruzione per adulti sono una realtà molto importante nel nostro Paese.
Eppure, se ne parla poco, con molta superficialità e addirittura molti ne ignorano perfino l’esistenza. È bene chiarire, come tale percorso di studi permetta di conseguire il diploma di scuola secondaria di II grado in tre anni, in virtù di una suddivisione in tre periodi.

Gli studenti possono così raggiungere un obiettivo, che per i più disparati motivi sembra destinato a rimanere irrealizzabile. Finalità lodevole dunque, eppure, perché si parla ancora così poco dei corsi serali? Perché soprattutto tanti pregiudizi su tale percorso di studi? Dietro quei banchi, non ci sono solo neo maggiorenni, ma persone con differenti fasce d’età, ventenni con insuccessi scolastici, coloro che hanno privilegiato il ruolo di madre e padre ed anche tutti coloro che nonostante l’avanzare dell’età guardano al diploma come un traguardo personale.

Fasce d’età differenti, accomunate però da un unico comune denominatore: conseguire quell’agognato titolo di studio, sinonimo di riscatto personale, utile a far ricredere gli altri e soprattutto se stessi. Nella vita si può anche inciampare, cadere, ma poi c’è sempre una seconda possibilità. I corsi serali sono proprio questo: una seconda chance, molto difficile, poiché i corsisti la mattina lavorano, mentre di pomeriggio fino anche a tarda serata sono a scuola, a studiare, ad apprendere con tutto il carico di lavoro e pensieri di una giornata fatta non solo di libri.

Sarebbe dunque davvero opportuno valorizzare questi percorsi ed i relativi studenti. Il corso serale è dunque quanto di più lontano alcuni ancora oggi intendano, refugium peccatorum. E’ invece un percorso di forte inclusione, animato da grande motivazione e da una sana ambizione personale. La scuola è chiamata a cambiare rotta ed i docenti devono spingersi oltre, uscire dalla propria comfort zone. Sarebbe molto importante far svolgere attività tipicamente pensate per i corsi diurni anche ai corsisti del serale (partecipazione a concorsi, bandi ecc…), perché in questo modo gli studenti del serale ne sarebbero davvero gratificati, non sentendosi alunni di serie b.

Inoltre, la didattica ne avrebbe solo giovamento. Ciò, potrebbe anche indurre l’opinione pubblica ad avere un’idea diversa di tali percorsi di studi, non scuole di secondo piano, ma istituti laddove si studia, si acquisiscono reali competenze spendibili nel mondo del lavoro. Infine, l’utenza dovrebbe essere maggiormente valorizzata e rappresentare un vero punto di forza.  Lavorare con persone mature, responsabili ed altamente motivate deve rappresentare indubbiamente un elemento su cui investire. Gli studenti più giovani dei corsi diurni potranno infine giovarsi dell’esperienza maturata dai corsisti del serale, capendo bene l’importanza dello studio nella vita e il valore della resilienza per conseguire gli obiettivi. 

Mattia Frisenda

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