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La politica dell’inclusione

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Premetto che sono un dipendente di un’azienda privata, mi occupo anche di sindacato da circa dieci anni, e mi trovo a seguire tutto ciò che riguarda il mondo del lavoro spaziando dal pubblico al privato. In questo periodo sto seguendo con attenzione la questione dei DM che si trovino in un limbo per colpa di legge italiana che continua ad essere non chiara e lascia sempre la libera interpretazione a seconda del caso (dimostrato anche dalle differenti sentenze TAR).

Io credo che se una qualsiasi legge debba “svecchiarsi” per adeguarsi ai tempi moderni, ma certamente non può essere retroattiva ed incurante dei danni che ne derivano in quanto si metterebbero in discussione, nel caso dei DM, tutti gli anni in cui i nostri insegnanti erano “SOLO” diplomati. Quindi dovremmo tornare tutti a scuola compreso chi è in possesso di una laurea che in molti casi avrà avuto come docente della scuola primaria una “SEMPLICE” diplomata???

Da rappresentante sindacale ho inviato le mie perplessità a molti esponenti politici che , forse per i loro impegni, non si sono degnati di dare una risposta, ma la cosa che ritengo più grave è leggere che la Fedeli abbia dato consigli al nuovo ministro dell’istruzione su cosa fare del futuro dei DM, ma fino a ieri di cosa si è occupata? Auguro a tutti i DM coinvolti che questo “GOVERNO DEL CAMBIAMENTO” non crei una nuova massa di disoccupati, ma stabilizzi finalmente lavoratrici e lavoratori che, mentre altri decidono del loro destino, si sono fatti una famiglia e accesi mutui per acquistare casa.

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Ma del resto viviamo nel paese delle disuguaglianze dove la legge non è uguale per tutti; chi è ricco continua ad arricchirsi, chi è povero continuerà ad essere povero e chi deve subire passivamente le decisioni dei nostri politicanti continuerà a subirne le conseguenze in silenzio o scrivendo post di sfogo sui social che nessun personaggio di potere leggerà.

Alessandro Calò

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