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La prevenzione in mano ai giovani

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Carissimi ragazzi,

in questo primo giorno di scuola più che a voi studenti voglio rivolgere il mio pensiero alla vostra creatività, potenzialità, immaginazione, intelligenza, alla vostra gioiosa passione per la vita e per il mondo, al vostro essere autentici sognatori “sovversivi” per il cambiamento.

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Come ogni anno scolastico voi e i vostri cari genitori vi aspettate dall’istituzione scolasticail massimo della funzionalità: edilizia sicura, aule attrezzate e pulite, laboratori efficienti, classi non sovraffollate, palestre accessibili e infine docenti fortemente motivati, docenti sempre pronti a rinnovare la didattica per garantire luce a ogni vero insegnamento.

Non vi nascondo che anche noi docenti ci aspettiamo da voi studenti e dai vostri cari genitori una sincera e cordiale collaborazione, affinché l’educare non risulti una semplice parola vuota ma una verbo “sacro” che esige competenza, ascolto e bellezza.

Il grande educatore di Barbiana, Don Lorenzo Milani,vedeva la scuola come l’“ottavo sacramento”, luogo propedeutico che apre la porta agli altri sette,una scuola più giusta e più corresponsabile, che sappia innescare un lavoro permanente di ascolto e di immediata e vera cooperazione educativa.

Da papà, sono stanco di vedere genitori arrabbiati con le istituzioni. Sono stanco di sentire genitori che sgridano la politica rivendicando il diritto allo studio per i loro figli diversamente abili. Sono stanco di vedere tanta indifferenza e tanta apatia sociale nei confronti di voi studenti che il più delle volte vivono un profondo disagio personale e sociale chenessuno di noi riesce minimante a immaginare. Ogni giorno sono testimone di genitori “guerrieri” che vivono eternamente i soliti conflitti, ma che sanno rialzarsi; genitori che non riescono a sopportare le continue distrazioni volontarie della politica; genitori che nel loro quotidiano faccia a faccia con i mille problemi sanno mostrare la loro bellezza senza mai mostrare la loro paura di vivere e di denunciare.

Da docente, vi ricordo che l’anno scolastico che ci siamo lasciati alle spalle assomiglia molto a un bollettino di “guerra educativa”. Come ben sapete, in diverse scuole italiane si sono registrati tantissimi casi di bullismo e di cyber-bullismo. Alle vittime sempre più numerose di giovani studenti si aggiungono altre nuove vittime, chiamati insegnanti.

Questa forma di violenza dentro e fuori le mura scolastiche sembra assomigliare a una nuova patologia civile che spinge alunni, insegnanti e genitori verso l’isolamento, l’impotenza e la paura. Ma adesso è arrivato il momento di dire basta!

Il momento in cui in famiglia, a scuola e nella società non si debba più vivere accettando la paura di vivere. Ne sono più che sicuro, sarete proprio voi, cari ragazzi, la terapia e l’antidoto migliore alla paura; sarete proprio voi, che, grazie al vostro essere figli e studenti in crescita, riuscirete a generare nuove cure per la nostra comunità malata di violenza e di individualismo. Sarete proprio voi, se correttamente incoraggiati da noi adulti, a riattivare processi collettivi di riqualificazione formativa, a riattivare una nuova cultura della contaminazione che sappia rafforzare quel patto educativo tra la comunità familiare, scolastica e sociale.

Noi genitori e insegnanti saremo pronti ad accogliere il nuovo che è in voi affinché da voi possano sorgere quei tanti micro sistemi fondati esclusivamente sulla solidarietà, sulla fiducia e sulla speranza,ottime terapie educative contro l’ignoranza, il male e l’indifferenza.

Buon anno scolastico a tutti noi!

Giuseppe Cataudella