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La regione Lombardia pronta a varare una legge sulla scuola

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Mentre le regioni Friuli ed Emilia-Romagna hanno già dato incarico ai propri Uffici legali di presentare ricorso per incostituzionalità contro il decreto legislativo n. 59, ci sono regioni che si stanno preparando a dare piena attuazione alla legge n. 53 e ad utilizzarla rivendicare il ruolo delle regioni stesse e delle comunità locali.
E’ il caso della Lombardia che da diversi mesi ha nel cassetto un disegno di legge sul sistema di istruzione e formazione che potrebbe sconvolgere, e non poco, l’architettura attuale.
Avvalendosi dei poteri che la legge già ora attribuisce alle regioni, la Lombardia sembra intenzionata a regionalizzare gran parte della formazione superiore, arrivando a coprire persino la fascia delle specializzazioni post-laurea.
D’altronde la sperimentazione fin qui condotta sulla formazione professionale sembra aver dato risultati confortanti: si è passati dai meno di 1.000 studenti iscritti nel 2002-2003, ai 3.000 del 2003-2004 per arrivare addirittura a 9.000 per il prossimo anno.
Ma, in questo modo – osservano i sindacati della scuola – c’è il rischio di "svuotare" le scuole superiori e in particolare gli istituti tecnici.
E’ vero, replicano dal Miur, ma a questo si può tranquillamente ovviare mettendo a punto convenzioni e accordi fra le scuole e la regione in modo tale da utilizzare il personale statale che in tal modo non risulterebbe perdente posto.
Durante quest’anno, la regione Lombardia ha attivato 160 corsi, che accolgono appunto 3.000 studenti; a settembre, per dare risposta ai 9.000 iscritti, bisognerebbe avviare 500 corsi; le risorse messe in campo dalla regione sono consistenti, ma potrebbero essere del tutto sufficienti.
E’ anche per questo motivo che a Milano si sta pensando da tempo ad una legge di riordino dell’intero sistema di istruzione e formazione.
E – se non dovesse bastare neppure questa – non si esclude il ricorso ad una legge che dia attuazione anche ad uno degli aspetti più decisivi e controversi del nuovo sistema di competenze, e cioè la gestione della rete scolastica e, conseguentemente, del personale scolastico. Inizialmente potrebbe toccare al personale degli istituti tecnici di passare alle dirette dipendenze della regione, ma sarebbe solo l’inizio di un processo che nell’arco di pochi anni potrebbe stravolgere l’intero sistema scolastico.

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