Home I lettori ci scrivono La regione Toscana e il “no” alla buona scuola

La regione Toscana e il “no” alla buona scuola

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Gentile redazione,

siamo un gruppo di insegnanti che spinti dalla natura fragile della nostra condizione di docenti precari abbiamo deciso di unirci in Gruppo Coordinamento precari docenti della Toscana.

Poniamo alla vostra attenzione che la regione Toscana boccia LA BUONA SCUOLA di Renzi. Lo fa in tema di precariato con la Proposta di Risoluzione 288 del 27 novembre del 2014, rilevando necessario garantire la stabilizzazione di tutti i precari abilitati con 36 mesi di servizio.

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In questo modo la regione ha fatto proprio il documento presentato il 27 ottobre dai professori Nicola Iannalfo, Pietro Danesi, Cristiano Nesti e Bernardo Croci, rappresentanti del Coordinamento Docenti Precari Toscana, in occasione del convegno MAI PIÙ PRECARI NELLA SCUOLA promosso dalla consigliera della Regione Toscana, Daniela Lastri.

Singolare che il documento approvato all’unanimità dal consiglio vada in direzione opposta al progetto di riforma della scuola del Governo Renzi, singolare perché si tratta della regione Toscana, quindi della “casa” del Presidente del Consiglio.

Ora ci si aspetta che il governo si faccia carico della base sociale e delle istituzioni locali che con forza chiedono ascolto e chiedono di cambiare rotta.

Le grandi svolte, i grandi cambiamenti epocali che hanno garantito a nazioni e popoli di sopravvivere alle morse della crisi sono sempre partite dal basso: il popolo si muove, si confronta e si organizza! Questa è democrazia…, forse nella sua forma più primitiva. Quando accade l’opposto, quando poche persone o forse un solo individuo muove le masse si materializza la dittatura.

La scuola non può essere oggetto di manovre oligarchiche. Il confronto deve essere fatto con gli addetti ai lavori.

Gli edifici si costruiscono dal basso e leggendo le 136 pagine de LA BUONA SCUOLA si ha davvero l’impressione di “campare per aria”.

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