Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei docenti del liceo classico “Oliveti” di Locri (Rc) indirizzata alla cittadinanza e agli organi di stampa. Ecco il testo integrale:
“Noi, docenti del Liceo Classico “Ivo Oliveti”, scriviamo con il peso di una responsabilità che va oltre l’insegnamento delle materie curricolari: la responsabilità di tutelare i nostri studenti e di difendere un presidio culturale che appartiene a questo territorio da generazioni. Convinti del valore educativo del nostro lavoro, operiamo ogni giorno con orgoglio e spirito di servizio e crediamo in una scuola che formi giovani consapevoli del proprio ruolo civile, pronti a spendersi con serietà e dedizione per il bene collettivo.
Noi, docenti appassionati, non vogliamo assistere più alla lenta agonia di una scuola che di malandato potrà avere l’aspetto, ma non lo spirito di chi la frequenta. La determinazione nello studio, la vivacità intellettuale, la profondità di pensiero e il senso di appartenenza dei nostri studenti, infatti, sono la vera anima, l’autentica forza vitale della nostra scuola. Ma troppi disagi hanno subito sinora. La loro formazione culturale deve maturare in un contesto all’altezza delle esigenze di ogni studente, nessuno escluso.
Non ci possiamo più permettere, in Calabria, e nella Locride in particolare, che questa vicenda possa generare sfiducia nelle istituzioni e quella disaffezione fatalistica verso una Terra che spesso lascia andar via le sue menti più brillanti.
Nel corso dell’anno, a seguito dei lavori di ristrutturazione dell’Istituto, che hanno comportato sacrifici e limitazioni per l’intera comunità scolastica, è stato fatto il possibile per adattare le attività didattiche agli spazi disponibili, anche a costo di rinunce importanti, con l’obiettivo di garantire la continuità delle lezioni e offrire agli studenti un ambiente educativo il più possibile stabile e rappresentativo del loro percorso formativo.
Gli ultimi eventi meteorologici hanno solo messo in evidenza una condizione di fragilità già esistente, che oggi si traduce nella difficoltà di garantire pienamente il regolare svolgimento delle attività scolastiche. Non intendiamo alimentare sterili polemiche, ma non possiamo più tacere di fronte al paradosso di uno Stato che riconosce l’istruzione come pilastro della società e, contemporaneamente, permette che i suoi luoghi d’elezione cadano in rovina.
La mancanza di aule idonee sul territorio rischia di trasformare un’emergenza logistica in un deserto educativo. Nonostante le difficoltà, resta ferma la nostra volontà di continuare a svolgere il nostro lavoro e di permettere ai nostri studenti di vivere la scuola come un luogo di apprendimento sereno, sicuro e dignitoso.
La comunità scolastica è unita e disponibile a collaborare, nella convinzione che solo attraverso un impegno condiviso sia possibile superare questa fase. In questa prospettiva, rivolgiamo un appello alle istituzioni e a tutti gli attori del territorio, affinché si attivino in modo coordinato e tempestivo, ciascuno secondo la propria competenza, per individuare soluzioni praticabili, a partire dal reperimento di spazi idonei e dalla definizione di tempi certi per il ripristino della sede del Liceo Classico.
Noi insegnanti, insieme ai nostri studenti e alle loro famiglie, attendiamo risposte chiare e segnali concreti di attenzione. Abbiamo bisogno di sentirci ascoltati e sostenuti e chiediamo che il diritto all’istruzione, sancito dalla Costituzione, trovi piena e concreta attuazione.
Con fiducia e speranza”,
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