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06.06.2026

Insegnante di sostegno usa le ferie e vola a Rimini dalla Sicilia per stare accanto al suo alunno operato

Ci sono storie che raccontano la scuola meglio di qualsiasi documento o riforma. Quella di un’insegnante di sostegno in un istituto della provincia di Caltanissetta, è una di queste. Ha usato le ferie, pagato il biglietto aereo di tasca propria e viaggiato dalla Sicilia a Rimini per stare vicina al suo alunno durante un intervento chirurgico lungo e complesso.

La storia

Uno studente affetto da disabilità motoria e intellettiva, il 14 maggio scorso è stato operato alle mani e ai piedi presso una clinica di Rimini, struttura specializzata che la stessa insegnante aveva segnalato alla famiglia dopo averla conosciuta negli anni in cui lavorava nella zona. Non si è limitata al consiglio: ha organizzato il viaggio in aereo da Catania all’aeroporto di Bologna, si è occupata di predisporre un transfer adatto alle esigenze particolari del bambino e ha contribuito in parte anche alle spese. “Lo assisto a scuola da tre anni”, racconta al Corriere. “Ho scelto di accompagnarlo per il legame speciale che si è creato con lui e con la sua famiglia. Mi emoziona ancora pensare a quei giorni”. Per farlo, ha impiegato le proprie ferie. “Ho deciso di investire così il mio tempo”, spiega con semplicità, prima di dover rientrare in Sicilia per riprendere servizio.

Il progetto Inclusive Care e il riconoscimento del Comune

La presenza dell’insegnante ha rappresentato, secondo il personale della clinica, un punto di riferimento educativo e affettivo fondamentale per il bambino, contribuendo a rendere più sereno il periodo di degenza. Un sostegno concreto anche per la madre, che ha potuto affrontare un momento difficile con maggiore sicurezza. A Rimini, il bambino ha potuto usufruire del progetto sperimentale Inclusive Care, promosso da Sol et Salus in collaborazione con il Comune, il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, la cooperativa Il Millepiedi e il Cidi. Il progetto offre ai piccoli pazienti uno spazio educativo e ricreativo per socializzare, esprimersi e rafforzare la propria identità al di là della malattia, rendendo l’esperienza del ricovero meno traumatica. La storia ha raggiunto anche le istituzioni: la vicesindaca di Rimini ha inviato una lettera di encomio alla dirigente scolastica, definendo il gesto di della docente “un esempio concreto di passione professionale e autentico affiancamento umano, che supera ciò che è richiesto dal ruolo e restituisce alla scuola la sua dimensione più alta: essere comunità, cura, responsabilità condivisa”. Lo studente sta bene ed è ancora ricoverato per le terapie riabilitative.

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