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01.11.2026

La scuola deve cambiare il destino delle persone. E su questo Dario Ianes fa parlare Morin e Foucault, per ripensare l’educazione

Che fare della scuola? È questa la domanda che Dario Ianes pone nel suo nuovo libro Che fare della scuola? Un dialogo impossibile tra Morin e Foucault (Il Margine, 2026). Psicologo dell’apprendimento, già docente di Pedagogia dell’inclusione alla Libera Università di Bolzano e cofondatore del Centro Studi Erickson, Ianes immagina un incontro mai avvenuto tra due grandi intellettuali del Novecento, Edgar Morin e Michel Foucault, chiamati a confrontarsi con la scuola di oggi.

Del volume si è discusso durante una presentazione-intervista che ha visto Ianes dialogare con Piervincenzo Di Terlizzi e Aluisi Tosolini, con il coordinamento di Reginaldo Palermo. Un confronto che, partendo dal libro, ha attraversato alcune delle questioni più controverse della scuola italiana.

Morin e Foucault: complessità e critica del potere

Perché proprio Morin e Foucault? Ianes racconta che l’incontro con il pedagogista Andrea Canevaro lo ha portato a superare una visione dell’apprendimento concentrata esclusivamente sulla persona, per scoprire la complessità dei contesti. Da qui l’interesse per Morin. Foucault è arrivato successivamente, con la sua capacità di analizzare i meccanismi del potere.

A far nascere l’idea del libro è stata soprattutto la lettura dell’Ermeneutica del soggetto: «Ma se questi due dialogassero, cioè cos’è che verrebbe fuori?». Morin è il pensatore della complessità, Foucault quello che invita a vigilare sui dispositivi di controllo. Due prospettive differenti ma, secondo Ianes, profondamente sinergiche. Al centro una domanda educativa decisiva: andare a scuola soltanto per imparare discipline oppure anche per conoscere e avere cura di sé, nel rapporto con gli altri e con il mondo?

Una scuola su un «piano inclinato»

Il giudizio di Ianes sul presente è severo. Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo rappresentano, a suo avviso, «l’anticomplessità». E denuncia un progressivo indebolimento della scuola, accompagnato da dispositivi sempre più autoritari e repressivi.

Durante l’incontro ha richiamato l’immagine del «piano inclinato» lungo il quale, provvedimento dopo provvedimento, si rischia di scivolare. Il problema, sostiene, non è soltanto trovare margini per aggirare le norme più discutibili, ma contrastarne culturalmente l’idea di scuola.

Formazione degli insegnanti: la frattura mai risolta

Altrettanto netta la critica alla formazione dei docenti della secondaria. Secondo Ianes sopravvive una concezione gentiliana: conoscere bene una disciplina sarebbe sufficiente per saperla insegnare. Ma gli adolescenti portano in classe complessità cognitive, emotive, motivazionali e sociali che la sola preparazione disciplinare non permette di affrontare.

Non basta, dunque, riempire le teste di nozioni. Servono insegnanti capaci di costruire esperienze di apprendimento e di educare al pensiero critico. Una scuola della cura, però, deve anche interrogarsi su chi si prende cura degli insegnanti, sempre più spesso affaticati e frustrati.

Sull’inclusione Ianes esprime una preoccupazione precisa: la crescita, attestata da molte e diverse ricerche recenti, della quota di insegnanti favorevoli a forme separate di scolarizzazione per gli alunni con disabilità, dal 17% nel 2023 al 27% nel 2025.
La difficoltà dell’inclusione, avverte, non giustifica il ritorno alla separazione. Occorre piuttosto superare il meccanismo che associa il docente di sostegno al singolo alunno, favorendo la delega da parte degli altri insegnanti. La prospettiva è quella di risorse professionali al servizio della scuola e della classe, con maggiore corresponsabilità educativa.
E alla domanda conclusiva di Tosolini, «Che fare della scuola?», Ianes risponde immaginandola come un «organo costituzionale», una forza emancipatrice capace di cambiare il destino delle persone, rendendole forti, critiche e sociali. Non una scuola che formi sudditi, ma cittadini.

La registrazione dell’incontro, realizzato dalla Associazione Gessetti Colorati di Ivrea è disponibile su YouTube

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