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30.10.2026

Nuove regole per il PEI: scuole romane (e non solo) in grave difficoltà. ANP chiede chiarimenti urgenti

Alunni disabili

L’inclusione scolastica delle alunne e degli alunni con disabilità a Roma e nel Lazio si trova ad affrontare un momento di forte criticità. La concomitanza tra tre distinti interventi normativi ed operativi ha generato un corto circuito procedurale che scarica sui dirigenti scolastici responsabilità improprie e rischia di privare gli studenti più fragili delle risorse indispensabili per garantire il diritto allo studio.

A denunciare lo stato di emergenza è l’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici della Scuola) di Roma e Lazio con un’articolata nota trasmessa il 29 ottobre 2026 a firma dei presidenti Cristina Costarelli e Mario Rusconi. Il documento è stato recapitato al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore Claudia Pratelli, alla Presidente della Commissione Scuola Carla Fermariello, al Dirigente ATP Danilo Vicca, all’Assessore regionale Alessandro Calvi e al Direttore Generale USR Lazio Anna Paola Sabatini.

Il triplo incastro normativo che paralizza le scuole

Alla base delle difficoltà gestionali vi è la sovrapposizione temporale di tre dispositivi che regolano la materia con competenze differenti:

  1. La riforma della valutazione della disabilità (D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62), che ha ridefinito l’accertamento di base affidandolo all’INPS;
  2. Il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, che attribuisce al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) il compito di motivare il fabbisogno di ore di sostegno;
  3. Le disposizioni operative di Roma Capitale (Nota Prot. QM/2026/0102062 del 7 ottobre 2026), che fissano scadenze e massimali provvisori per l’attivazione del servizio OEPAC nell’anno scolastico 2026/2027.

L’integrazione tra questi tre livelli normativi si sta rivelando problematica nella prassi quotidiana, poiché i flussi documentali tra sanità, INPS, Comune e scuole risultano disallineati.

Certificazioni “mute” e deleghe improprie ai docenti

La prima macro-criticità riguarda la documentazione sanitaria fornita alle scuole. I verbali emessi dall’INPS attestano la disabilità ai fini scolastici, ma sono frequentemente privi degli elementi funzionali indispensabili per orientare la progettazione educativa.
L’ANP evidenzia come le diverse tipologie di supporto non siano sostituibili: il sostegno didattico ministeriale, l’assistenza OEPAC comunale, la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), la Lingua dei Segni (LIS), il Braille e gli ausili tecnologici rispondono a bisogni e competenze istituzionali distinte. Non è possibile desumerle automaticamente da una semplice attestazione formale.

Contemporaneamente, i servizi territoriali non rilasciano più la tradizionale Certificazione per l’Integrazione Scolastica, senza che sia ancora disponibile il Profilo di Funzionamento. Si genera così un cortocircuito nel GLO: il D.L. 170/2026 chiede ai docenti di quantificare le ore di sostegno, ma la scuola non possiede competenze mediche e non può decodificare in autonomia codici diagnostici ICD o qualificatori ICF senza gli specialisti ASL.

La tagliola delle scadenze OEPAC e il rischio per gli alunni

A complicare il quadro intervengono le finestre temporali stringenti stabilite da Roma Capitale per il servizio OEPAC. Il Comune prevede termini tassativi per la presentazione delle domande e per l’eventuale incremento del monte ore.
Tuttavia, le scuole non possono rispettare tali scadenze quando l’accertamento INPS è pendente, la documentazione sanitaria non è stata completata o l’organico dei docenti di sostegno non è stato integralmente assegnato. La mancata presentazione dell’istanza entro la finestra ordinaria rischia di tradursi nel blocco dell’assistenza. Come sottolineano Costarelli e Rusconi, la fruizione di un diritto fondamentale non può dipendere dalla diversa tempestività burocratica delle strutture sanitarie o municipali.

Le dieci richieste dell’ANP: serve un tavolo d’emergenza

Di fronte a questa asimmetria tra obblighi formali e condizioni effettive, l’ANP chiede un intervento correttivo immediato. Il sindacato sollecita l’apertura urgente di un tavolo di confronto interistituzionale tra Roma Capitale, Regione Lazio, USR, INPS e dirigenti scolastici per adottare indicazioni operative condivise e una disciplina transitoria per l’a.s. 2026/2027.

Tra i dieci punti prioritari indicati nel documento figurano:

  • Flussi informativi sanitari chiari e tempestivi per la redazione del PEI;
  • Chiarimento dei limiti del GLO, la cui osservazione deve rimanere pedagogico-didattica e non clinica;
  • Procedure transitorie uniformi per le domande OEPAC e l’aggiornamento del PEI con documentazione in itinere;
  • Utilizzo di atti provvisori e salvaguardia della continuità delle prestazioni per evitare interruzioni nei sostegni agli studenti.

La palla passa ora alle amministrazioni: senza un raccordo immediato tra Stato ed enti locali, la transizione normativa rischia di trasformarsi in un pregiudizio concreto per gli alunni con disabilità e le loro famiglie.

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