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28.10.2026
Aggiornato alle 11:27

Disabilità a scuola, il tempo pieno è un miraggio: l’istituto non copre tutte le ore di assistenza e la famiglia paga di tasca propria

Una mamma che lotta per garantire il tempo pieno a scuola al proprio figlio con disturbo dello spettro autistico. Un istituto che purtroppo non riesce a garantire l’assistenza per tutte le ore necessarie, costringendo i genitori a pagare di tasca propria.

Sullo sfondo, la grande questione dell’inclusione per i ragazzi con bisogni educativi speciali, su cui la scuola italiana sembra dover fare ancora tanta strada. Sono gli ingredienti della storia raccontata da la Repubblica, che vede protagonista una famiglia pugliese.

“Avrebbe potuto andare a prendere suo figlio da scuola già a metà mattinata. Chiudere la questione, optando per l’orario ridotto, evitare convocazioni e lamentele, risparmiare. T. ha detto no“, si legge nell’articolo, a firma di Vincenzo Pellico.

“Suo figlio V., che ha un disturbo dello spettro autistico e frequenta la seconda media a Bari, ha diritto a restare in classe per tutte le trenta ore settimanali. Ma le ore di assistenza garantite sono meno di quelle che servono. E allora quelle restanti le pagherà lei“.

“Mi hanno chiesto di andare a prendere mio figlio prima da scuola“, ha detto T. al giornale. Per legge non possono impormelo, però, e io ho rifiutato. Mi sono impuntata e la scuola mi è venuta incontro. La dirigente mi ha detto che se avessi voluto, avrei potuto provvedere da sola.

La soluzione individuata è stata cercare una persona qualificata da affiancare a mio figlio. “Mi costa 30 euro all’ora“, ha aggiunto la mamma. “Alla fine sono circa seicento euro al mese: una cifra importante, che non tutti possono permettersi di pagare”.

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