La Scuola di filosofia di Trieste, che comincerà il 10 Gennaio 2026 e proseguirà fino al 31 Maggio, presenta oggi, presso l’Antico Caffè San Marco, il suo programma: “Il respiro del pensiero”.
Che è un richiamo alla essenzialità del pensiero, al suo essere più grandioso e straordinario di ogni meraviglia del cielo, anche se troppo spesso e con frequenza più continua, il pensiero appare costretto, chiuso in sé stesso, schiacciato dall’urgenza e bloccato dagli automatismi.
Da qui la riflessione che la scuola intende portare all’attenzione dei suoi fruitori, cercando le cause delle tante chiusure che lo costringono a non indagare il mondo, smarrendosi, e dunque quali effetti tale ottundimento possa avere sulla creatività, mentre scatta pure l’altra centrale domanda: esistono pratiche capaci di riaprire ciò che ci isola e di restituire spazio, aria, relazione?
Attorno a queste domande, soprattutto, ma non solo, a Trieste si cercherà di rispondere dibattendo le questioni grazie a tre “cantieri tematici e tre laboratori di pratiche filosofiche”, che esploreranno le condizioni e le possibilità di un pensiero che ritorni, appunto, a “respirare”.
A illustrare il programma Mario Colucci, Alessandro Di Grazia, Giovanni Leghissa e Pier Aldo Rovatti.
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