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La straordinarietà del piano assunzioni legittima la coda?

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Al Miur ostentano massima sicurezza sulla regolarità dell’algoritmo che regolerà le immissioni in ruolo della fase C.
In buona sostanza gli uffici legali del Miur sostengono che, trattandosi di un piano straordinario di assunzioni, inserire i docenti in coda ad una provincia, scelta in ordine di preferenza dopo la prima, e in particolare dopo tutti i docenti che tale provincia hanno scelto per prima, è perfettamente legittimo e a prova di qualsiasi eventuale ricorso.
In buona sostanza il Miur sostiene che nelle assunzioni su base nazionale, un docente potrà essere inserito a pettine solo nella prima provincia da lui scelta, mentre nelle altre 99 province, che, tra l’altro, ha dovuto inserire obbligatoriamente, sarà inserito in coda all’ultimo docente che ha scelto tali province per prime. Quindi per esempio, un docente di A019 con 160 punti che ha scelto come prima provincia Enna, che non trovasse il ruolo nella sua provincia, si troverebbe, in tutte le altre province dietro finanche ad un docente con soli 13 punti abbiano scelto tali province per prime. Con il rischio probabilistico che il docente di 160 punti resti senza ruolo o abbia il ruolo nella novantesima provincia di preferenza, mentre qualche altro docente di A019 con molti meno punti, per avere fatto una scelta più felice per la prima preferenza provinciale, entrerebbe comodamente in ruolo in tale provincia.
La domanda è : “Questo meccanismo della coda nelle 99 province, in un piano di assunzioni su scala nazionale. è legittimo?”.
Al Miur non hanno dubbi: “E’ tutto perfettamente legittimo, in quanto si tratta di un piano straordinario di assunzioni”.
A chi contesta il fatto che il meccanismo pettine nella prima provincia e coda nelle altre, non fosse noto, il sottosegretario al Miur Davide Faraone risponde: “La Faq n.22 è stata pubblicata anzitempo ed era chiarissima al riguardo”.
Quindi è tutto  regolare ed è presumibile che non ci saranno altri chiarimenti aggiuntivi da parte del Miur e ne tantomeno proroghe di riapertura dei termini per correggere le preferenze territoriali  già inserite. Nella faq 22 a chi chiedeva se nella fase C si corre il rischio di essere scavalcati nella prima provincia da chi l’ha chiesta come seconda, terza o addirittura centesima, il Miur ha così risposto: “Anche per quanto riguarda la fase C, l’allocazione degli aspiranti ai posti avverrà secondo il meccanismo previsto dalla legge 107/2015, che salvaguarda le aspettative di tutti, consentendo di esprimere l’ordine di preferenza tra le province. In particolare, anche per la fase C l’assegnazione degli aspiranti ai posti avverrà con una particolare attenzione a garantire – al massimo delle possibilità – che ciascuno sia assegnato proprio alla prima tra le province secondo l’ordine delle preferenze espresse. Solo se nella prima provincia non sarà possibile trovare posto, perché tutti i posti risulteranno occupati da altri soggetti con maggior punteggio che hanno scelto quella provincia come prima, allora capiterà che la proposta di incarico a tempo indeterminato sarà effettuata per una provincia diversa”.
Per essere precisi, sia nella legge 107/2015 e sia nella faq 22, non si parla assolutamente di mettere in coda i docenti aspiranti al ruolo nella fase C, dalla seconda alla centesima provincia. Quindi qualche ambiguità esiste, anche perché il Consiglio di Stato prima e la Corte Costituzionale dopo, hanno definito illegittime le code in questo tipo di graduatorie. Si ricorda che il Consiglio di Stato nel 2009 ha definito illegittimo il meccanismo che consentiva ai precari delle GAE di restare a pettine nella prima provincia scelta e di andare in coda in altre tre province da scegliere. Poi c’è la sentenza della Corte Costituzionale n.41 del 7 febbraio 2011 che definisce Illegittimo inserimento in coda nelle Graduatorie ad Esaurimento. Queste sentenze sembrerebbero dire che il meccanismo della fase C sia di dubbia legittimità, tuttavia a Viale Trastevere ostentano sicurezza, dicendo che  la straordinarietà del piano di assunzioni e la tutela ad evitare gli esodi, rendono legittima questa operazione. Sarà veramente così? Legittimamente ne dubitiamo.

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