Lo Spaced Learning, proposto per la prima volta da Paul Kelley e sperimentato soprattutto alla Monkseaton High School nel Nord dell’Inghilterra, consente di massimizzare la concentrazione e il lavoro cognitivo degli studenti, focalizzando l’attenzione su di un particolare argomento, affrontandolo da punti di vista diversi e modalità di fruizione dei contenuti diversificate.
Il metodo prevede una particolare articolazione del tempo della lezione, costituito, appunto, da momenti di input e intervalli, con lo scopo di far valere una teoria neuro-scientifica che sostiene che l’attenzione non si può sostenere per più di un determinato tempo e il cervello conserva ciò che gli viene ripetuto. Per comprendere meglio questa metodologia didattica riportiamo 3 fasi fondamentali: