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Le fondazioni bancarie stanno mettendo le mani sulla scuola?

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Le fondazioni bancarie stanno mettendo le mani sulla scuola col consenso del Parlamento.

Lo denuncia il Movimento 5 Stelle, che ho scoperto un paio di commi allarmanti nella Legge di Stabilità 2016, in esame in questi giorni a Palazzo Madama. Secondo la senatrice Nunzia Catalfo, della Commissione Cultura di Palazzo Madama, la novità riguarda “una norma (art.24 commi 6 e 7) che prevede la creazione di un ‘Fondo per il contrasto alla povertà educativa’ alimentato non direttamente dal governo, come sarebbe giusto che fosse, ma dalle Fondazioni bancarie, con tutte le ricadute che questo comporta sulla libertà d’insegnamento delle scuole”.

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“Le Fondazioni che sosterranno il Fondo – continua le senatrice del M5S – beneficeranno di un credito d’imposta pari al 75% dei loro versamenti. Ma questa norma, combinata con la pessima riforma sulla scuola e con la nuova figura del super preside disegnata dal governo, rischia di aprire a ingerenze pesanti delle Fondazioni bancarie nelle scuole e a condizionamenti inaccettabili sulla didattica e sui progetti educativi”.

In effetti, con la Legge 107/15 la presenza del “privato” nella scuola ha avuto maggiore peso. Sia per l’attuazione dei nuovi progetti, rafforzati e presenti in tutti gli istituti superiori, licei compresi, di alternanza scuola-lavoro, sia per la possibilità di creare delle partnership dirette con le aziende e le industrie locali.

L’ultima parola sulle fondazioni delle banche non è stata però ancora pronunciata. Perché “il M5S ha presentato un emendamento che sopprime questa norma e la sostituisce con la nostra proposta sul reddito di cittadinanza, misura capace davvero di far fronte alla povertà, compresa quella educativa e quella infantile. Questa Stabilità ancora una volta ci conferma le priorità di questo governo: i fondi per ripristinare gli sgravi contributivi al sud non ci sono, ma per fare un favore alle fondazioni bancarie sì”, conclude la senatrice pentastellata.

 

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