Nel saggio Una cosa sola, pubblicato da Mondadori nel 2024, il procuratore Nicola Gratteri e lo studioso Antonio Nicaso hanno tracciano un ritratto inquietante della nuova criminalità organizzata. Dopo la morte di Matteo Messina Denaro, le organizzazioni mafiose non hanno infatti conosciuto una fine, ma una profonda trasformazione. Hanno abbandonato la violenza eclatante per assumere forme più sofisticate, insinuandosi nei circuiti finanziari, tecnologici e istituzionali di un mondo sempre più interconnesso.
Le mafie di oggi non sparano più per conquistare potere: lo acquistano, lo gestiscono, lo investono. Operano con discrezione, sfruttando la tecnologia, i mercati globali e la complicità di professionisti e imprese insospettabili.
La loro forza non risiede più nel controllo dei quartieri o nella minaccia fisica, ma nella capacità di infiltrarsi nel sistema economico e digitale. Il crimine si fa invisibile e si muove nei settori delle criptovalute, del riciclaggio finanziario, dei reati ambientali, del traffico di dati e di tutte le aree in cui l’illegalità può confondersi con l’economia legale.
Secondo Gratteri e Nicaso, la criminalità ha compreso, dalle stragi di Capaci e via D’Amelio in poi, l’inutilità dello scontro frontale con lo Stato, scegliendo la via più silenziosa e redditizia della mimetizzazione. La ‘ndrangheta, in particolare, ha saputo cogliere le opportunità della globalizzazione, costruendo alleanze solide con i cartelli sudamericani e diventando uno dei partner più affidabili nel traffico internazionale di cocaina.
Così nel recentissimo volume Cartelli di sangue (Mondadori 2025) sempre Gratteri e Nicaso analizzano la rete invisibile che avvolge oggi il pianeta. Lungo i suoi fili scorrono tonnellate di droga e inimmaginabili quantità di denaro. Dalle sterminate coltivazioni del Sudamerica – Colombia, Perù e Bolivia – la cocaina raggiunge ogni angolo del mondo: Stati Uniti, Olanda, Australia, Italia. Un flusso costante che alimenta un’economia criminale globale.
Le indagini condotte sul campo mostrano l’altra faccia di questo sistema: interi territori sudamericani soffocati dalla povertà, dalla corruzione e dalla violenza, mentre pochi accumulano profitti immensi. La droga, però, non si ferma. Attraversa confini fragili, si nasconde nei container, arriva nei porti europei persino a bordo di sommergibili artigianali.
L’Italia occupa un posto strategico in questa mappa. Le banchine di Gioia Tauro rappresentano uno snodo cruciale: da qui milioni di dosi raggiungono le piazze dello spaccio, trasformandosi in flussi di denaro che vengono ripuliti attraverso meccanismi finanziari sempre più raffinati. È così che il confine tra economia legale e illegale si assottiglia, fino quasi a scomparire.
Secondo Gratteri siamo anche di fronte all’insufficienza degli strumenti legislativi e delle politiche europee nel contrastare una criminalità che agisce con strumenti tecnologici avanzati e reti transnazionali difficili da smantellare.
Ma la lezione più profonda che emerge è di natura civica e culturale. Sconfiggere le mafie non significa soltanto arrestare i boss o sequestrare i beni, ma costruire società più giuste, consapevoli e solidali. È necessario liberare i territori dai bisogni e dalla paura, restituendo fiducia, dignità e prospettive alle comunità.
Solo un’educazione fondata sulla legalità, sulla responsabilità e sul rispetto reciproco può togliere terreno fertile alle mafie e impedire che nuove generazioni cadano nella rete di un potere criminale che, pur invisibile, continua a influenzare la vita economica e sociale di interi paesi.
E proprio questo è il compito della scuola e dell’educazione civica come insegnamento trasversale.
Ne parliamo il 3 dicembre 2025, dalle ore 11.00 alle 12.00 nel corso della lezione in diretta di educazione civica che vedrà come ospite il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri che, intervistato da Aluisi Tosolini e Daniele Di Frangia, risponderà alle domande delle classi collegate in diretta.
Nicola Gratteri, nato a Gerace, in Calabria, ha 67 anni è procuratore a Napoli dal 2023. E’ tra i maggiori esperti di ndrangheta e crimine organizzato. Le sue Lezioni di mafie in tv su La7 registrano ascolti record. Laureato in giurisprudenza nel 1981 a Catania entra due anni dopo in magistratura. Sostituto procuratore a Locri, poi a Reggio Calabria dove diventa procuratore aggiunto nel 2009 e nel 2016 viene nominato Procuratore a Catanzaro. Dal 1989 vive sotto scorta. Il suo ultimo libro, uscito da poche settimane e scritto assieme a Antonio Nicaso si intitola Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano (Mondadori 2025).
I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:
Le classi che desiderano proporsi per partecipare in studio (o in collegamento video) ad una delle dirette, interagendo con gli ospiti, possono contattare la redazione, inviando una mail a info@tecnicadellascuola.it, inserendo i dati utili (istituto, classe interessata, docente referente e recapito telefonico). La disponibilità per la partecipazione alla diretta è limitata al raggiungimento dei posti possibili.