BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
24.03.2026

Le risorse del PNRR e le città del sud, lezione della scuola di formazione per il bene comune e del master in diritto delle pubbliche amministrazioni

“Le risorse del PNRR per le città del Sud: politiche urbane di maggiore qualità su sicurezza, sostenibilità ambientale, trasporto pubblico e spazi pubblici, salute e benessere”, il tema della lezione inaugurale del Master in Diritto delle Pubbliche Amministrazioni dell’Università di Catania, promossa nell’ambito della Scuola di Formazione per il bene comune e organizzata da Futurlab, dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, con i saluti di Ida Nicotra, direttrice del Master in Diritto delle Pubbliche Amministrazioni, di Francesca Longo, direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, e con il coordinamento del professore Vincenzo Antonelli.

È emersa con chiarezza l’esigenza di coniugare programmazione, competenza amministrativa e capacità di spesa, perché le risorse disponibili possano tradursi in risultati effettivi per i territori. I lavori sono stati aperti dall’intervento di Giuseppe Cicala, nella doppia veste di direttore della Scuola di formazione e di segretario comunale in diversi comuni tra Catania e Messina. “Abbiamo voluto immaginare un focus di riflessione tecnico sullo stato di attuazione della spesa PNRR, soprattutto in Sicilia, in una fase in cui la questione principale non è più spendere, ma riuscire a concludere l’attuazione degli interventi sui territori nei termini prestabiliti dai cronoprogrammi, mantenendo al contempo equilibrio finanziario e qualità amministrativa. Quindi, spendere bene, nei tempi e senza errori. Ancor più se si ricorda che circa un quarto delle risorse complessive, 47,5 miliardi di euro su 194, sono state assegnate alla competenza degli enti territoriali, che comprendono le Regioni, le Città metropolitane, le ex Province e i Comuni. Una criticità che ha pesato sugli Enti locali è stata la loro tenuta finanziaria rispetto alla spesa PNRR – ha sottolineato Giuseppe Cicala –  Nel 2026, ANCI Sicilia ha denunciato un ammanco strutturale di circa 200 milioni  di euro annui nel Fondo di solidarietà comunale per i comuni siciliani. È infatti successo che, in alcuni casi, i Comuni hanno avviato cantieri senza ricevere tempestivamente le risorse, con conseguenti tensioni di cassa e perfino ricorso all’indebitamento”.

Gli interventi di Salvatore Grasso, magistrato della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, e Maddalena Samperi, direttore dell’Unità operativa complessa Affari Generali e Convenzioni dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania hanno consentito di leggere la questione da angoli visuali diversi ma convergenti: quello degli Enti locali, della finanza pubblica, della responsabilità istituzionale e dell’organizzazione dei servizi. Ne è venuto fuori un quadro molto utile, che ha mostrato quanto oggi occorra una pubblica amministrazione capace di decidere bene, attuare con rigore e misurarsi con il principio del risultato. Per il Sud, il nodo non è soltanto quello delle risorse, ma quello della qualità delle istituzioni chiamate a governarle.

Occorre, dunque, formare una classe dirigente all’altezza delle trasformazioni in corso, capace di coniugare innovazione, responsabilità e visione nel solco dei valori costituzionali. In questa prospettiva, il dialogo tra Università, Amministrazioni, professioni e territori diventa un passaggio indispensabile. La Scuola di Formazione per il Bene Comune e il Master in Diritto delle Pubbliche Amministrazioni intendono continuare a muoversi in questa direzione. La formazione, infatti, resta il primo investimento pubblico necessario per rafforzare il senso delle istituzioni e rendere più efficace l’azione amministrativa.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate