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Le Università italiane “bocciate” ancora una volta

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Quello che è strano, e che sicuramente dovrebbe far riflettere i decisori politici è, invece, il fatto che non si intravede la capacità, e la volontà, di invertire la tendenza come dimostrano taluni dati, scoraggianti ed impressionanti, ancora una volta venuti alla luce a livello internazionale.
Annualmente l’Ateneo Jiao Tong di Shanghai, in Cina, stila una classifica tra tutte le Università del mondo.
Ancora una volta è venuto fuori che sono le Università americane a non temere confronti con le altre Università.
Ai primi posti, infatti, si sono piazzate le università di Harward e di Stafford, cui è seguita quella di Cambridge.
Poi via via tutte le principali Università statunitensi e tanti altri prestigiosi Atenei europei.
Più specificamente, nelle parti alte della classifica mancano gli Atenei italiani. La prima università è La Sapienza di Roma che si è piazzata appena al centesimo posto.
In base ai parametri scelti – ricerca, qualità, produttività, ecc. – le Università americane non temono confronti.
Per quanto riguarda le Università europee, quelle svizzere si difendono abbastanza bene: lo Swiss Fed Institute of Technology di Zurigo si trova al ventisettesimo posto.
Così pure quelle olandesi, che con l’Ateneo di Utrech si è collocata alla quarantesima posizione, e quelle francesi che con la Paris VI occupa la quarantacinquesima posizione.
La Svezia con il Karolinska Institute di Stoccolma ha occupato il quarantottesimo posto. La Germania con la Statale di Monaco di Baviera il cinquantunesimo posto.
La Sapienza, già abbiamo detto, è al centesimo posto, ma rispetto al 2005 ha perduto tre posizioni anche se tra le Università europee è al trentaquattresimo posto.
Molto indietro sono nell’ordine: la Statale di Milano, quelle di Pisa, Firenze, Padova, Torino e Bologna.