Home Generale Legge di bilancio 2019, le perplessità dell’ANDIS

Legge di bilancio 2019, le perplessità dell’ANDIS

CONDIVIDI

L’Andis, l’associazione nazionale Dirigenti scolastici, invia un comunicato in cui manifesta la propria perplessità in merito alle misure previste per la scuola dalla legge di bilancio. Ecco di seguito il comunicato integrale dell’associazione.

 

L’ANDIS esprime vivo disappunto per la riduzione delle risorse destinate alla scuola nel disegno di legge di Bilancio 2019. La scarsa attenzione all’istruzione e alla formazione appare davvero penalizzante se si considera l’ammontare degli investimenti che gli altri Paesi dell’Unione Europea destinano a tale settore ritenuto strategico per affrontare le sfide della modernità.

In mezzo alla notizia

Ancora più allarmante appare la mancata esplicitazione nella legge di Bilancio e negli atti di Governo di una visione organica sulla scuola e sull’intero sistema formativo italiano che, al contrario, dovrebbero rappresentare il motore di sviluppo per il futuro del Paese, soprattutto nel momento in cui si opta per scelte
politico-programmatiche di forte impatto economico, come lo sforamento del rapporto Deficit /PIL.

Di fronte ai provvedimenti governativi annunciati per la scuola si ha la sensazione che si tratti di iniziative estemporanee e non di un vero e proprio disegno di politica scolastica. Nel merito sembrano poco convincenti le misure in discussione su alternanza scuola lavoro, reclutamento dei docenti e dei dirigenti, valorizzazione del merito e premialità dei docenti, chiamata per competenze.

Non si scorgono miglioramenti nemmeno in riferimento a questioni che hanno un forte impatto sulla gestione delle istituzioni scolastiche: le indicazioni necessarie alla redazione del PTOF, il regolamento amministrativo-contabile e la relativa modulistica, gli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione, le problematiche di inclusione degli alunni con BES sono oggetto di continue precisazioni fornite con inspiegabile ritardo dall’Amministrazione, a volte con differimenti dell’ultima ora, peraltro senza l’indispensabile supporto formativo, spesso sulla scorta di sollecitazioni che pervengono dall’ascolto di tutte le categorie ad eccezione di quella dei dirigenti scolastici. Eppure molte di tali criticità erano state più volte segnalate in documenti
dell’ANDIS, condivisi dalle diverse componenti del mondo della scuola.

Alla luce dell’accresciuta complessità e specificità della funzione del dirigente scolastico, l’ANDIS sottolinea inoltre la necessità di aggiornare il profilo della dirigenza scolastica, oggi fortemente penalizzata sia sotto l’aspetto giuridico che retributivo, e rinnova la richiesta di approvare una norma specifica che sancisca la
piena appartenenza della dirigenza delle istituzioni scolastiche alla dirigenza pubblica e statale.

Ma una questione su tutte continua ad alimentare la rabbia e la delusione dei dirigenti scolastici italiani, ovvero la sicurezza delle scuole. Nella legge di Bilancio non sono state previste risorse adeguate per effettuare il monitoraggio e la messa in sicurezza dell’intero patrimonio di edilizia scolastica. In capo ai dirigenti scolastici gravano responsabilità improprie in materia di sicurezza.

L’ANDIS si fa interprete di questo diffuso stato di preoccupazione e di disagio professionale e rivolge al Parlamento e al Governo la richiesta di riprendere la discussione sulle proposte di legge presentate nella precedente legislatura relativamente alla modifica degli artt. 17 e 18 del D. Lgs. n. 81/2008 per definire una più equa ripartizione di compiti e responsabilità tra dirigenti scolastici ed enti proprietari.

In sintesi, l’evidente progetto di smantellamento dell’impianto dell’autonomia scolastica, la mancanza di una visione di fondo e di un progetto di sviluppo partecipato del sistema di istruzione e formazione, la ricerca del consenso a tutti i costi, il tentativo di cancellazione di un modello di scuola costituzionalmente garantito e che l’Associazione ha contribuito a costruire faticosamente negli ultimi decenni, non possono incontrare approvazione tra chi nella scuola milita e si spende quotidianamente.