In previsione della messa a punto della legge di bilancio per il 2026 il Governo ha predisposto il Documento programmatico di Finanza Pubblica che nei prossimi giorni sarà consegnato al Parlamento.
In diversi punti si fa cenno a questioni di politica scolastica anche per evidenziare i risultati fin qui raggiunti.
L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione dei giovani nella fascia di età 18-24 anni è sceso nel 2024 al 9,8 per cento, consentendo quindi di conseguire in anticipo e superare il target PNRR del 10,2 per cento.
“Tale risultato pone una base promettente per promuovere la solidità delle competenze delle generazioni più giovani sulla soglia d’entrata nel mercato del lavoro, la cui performance potrebbe ulteriormente migliorare in un’ottica di medio periodo”.
In quest’ottica il Governo intende proseguire il rafforzamento dell’istruzione tecnico-professionale e del suo raccordo con le imprese sul territorio (introduzione degli Istituti Tecnologici Superiori Academy e riforma dell’istruzione tecnico-professionale).
Secondo quanto si legge nel documento con il “Decreto ‘Scuola” (DL 45 del 7 aprile 2025) il Governo è intervenuto con diverse misure significative finalizzate a:
• ridurre il fenomeno della precarietà nel personale docente prevedendo, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, l’istituzione di nuovi percorsi abilitanti e di specializzazione per il sostegno, nonché di elenchi regionali degli idonei ai concorsi docenti banditi dal 2020, da utilizzare per le immissioni in ruolo residue;
• promuovere la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici e la valorizzazione della performance dirigenziale, con l’incremento di 6 milioni del Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e risultato relativo al personale dirigenziale;
• favorire l’accesso allo studio, attraverso anche con l’esenzione dall’IRPEF per le borse di studio erogate agli studenti iscritti ai percorsi formativi ITS Academy;
• consentire la realizzazione di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici.
E si citano anche le misure contenute nel Decreto per la riforma degli esami di Stato in via di conversione in legge destinate a
• aumentare le risorse destinate al rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto istruzione e ricerca relativo al triennio 2022/2024;
• estendere l’assicurazione sanitaria al personale con contratto fino al 30 giugno con uno stanziamento di 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029.
Non si manca di ricordare l’avvio della seconda fase del Piano formativo Agenda Sud di contrasto alla dispersione scolastica e per il superamento dei divari territoriali.
“Questo investimento – si legge – coinvolge 2.164 scuole nelle regioni del Mezzogiorno, si aggiunge alle risorse già stanziate per Agenda Sud lo scorso anno, che arriva a un investimento complessivo di oltre 577,4 milioni”.
Il documento sottolinea che il Consiglio europeo ha suggerito al nostro Paese di intraprendere “azioni volte a migliorare i risultati nell’istruzione, con particolare attenzione agli studenti svantaggiati e all’acquisizione delle competenze di base”.
“Tale suggerimento – si legge – poggia sull’analisi delle carenze nelle competenze di base, soprattutto tra gli studenti svantaggiati e iscritti a percorsi di istruzione e formazione professionale”.
“In merito – si conclude sul punto – si evidenzia che già nel Piano, il Governo ha adottato diversi impegni che vanno nella direzione suggerita dal Consiglio (estensione dell’orario scolastico, potenziamento del personale docente, promozione della formazione dei docenti e di metodo di insegnamento innovativi incentrati sulle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche). In merito alle competenze, il Consiglio evidenzia la necessità di elevare il tasso di istruzione superiore tra la popolazione e la partecipazione degli adulti a corsi di apprendimento”.