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Legge finanziaria: i sindacati della scuola ci ripensano

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Dietro-front dei sindacati scuola sulla legge finanziaria. 
Al documento unitario dell’11 ottobre, caratterizzato da un tono conciliante e da espressioni di cautela, hanno fatto seguito nei giorni successivi le prese di posizione dei singoli sindacati che praticamente smentiscono quasi tutto e sfidano apertamente il Governo minacciando azioni di protesta.
E così, mentre nel documento unitario, a proposito dei rinnovi contrattuali, si chiede semplicemente la “modularità delle risorse tale da garantire la copertura finanziaria nel rispetto delle cadenze e dare certezza per il rinnovo contrattuale del biennio 2006-2007”, nei comunicati successivi le posizioni diventano assai più nette.
Francesco Scrima, segretario nazionale di Cisl-Scuola, non ha dubbi: “Per noi è del tutto inaccettabile la mancata copertura finanziaria per il rinnovo del contratto, scaduto ormai da 10 mesi”.
Cgil-Flc esce con un ampio e articolato documento votato dal direttivo nazionale nel quale lo spazio per la mediazione sembra quasi inesistente (a 10 righe di considerazioni positive corrispondono almeno 120 che raccolgono elementi di “grave insoddisfazione”).
Si va dalle risorse per il contratto (giudicate del tutto inadeguate), ai tagli sugli organici (stimati in alcune decine di migliaia di posti), alla “assenza di vere politiche per risolvere i problemi del precariato”.
E non mancano critiche pesanti anche alla scelta del Governo di voler porre mano ai meccanismi di reclutamento del personale docente e di cancellare le graduatorie permanenti a partire dal 2010.
Massimo Di Menna (Uil-Scuola) si spinge anche oltre e attacca il Governo anche sul fronte degli interventi in materia fiscale: “Gli interventi sul fisco – sostiene il leader di Uil-Scuola – devono essere cambiati: va tutelato il potere di acquisto delle retribuzioni, con aumenti esentasse o con sgravi fiscali che incidano direttamente sul valore delle retribuzioni nette. Per alcuni casi se non viene messa una clausola di salvaguardia c’è addirittura un aumento della tassazione”.
Intanto lo Snals scenderà in piazza il 20 ottobre, con una manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma.
Ed anche i sindacati confederali di categoria dell’Università e della Ricerca hanno deciso di far sentire la propria voce: il 17 novembre ci sarà lo sciopero del personale dell’Università, mentre il 20 sarà la volta della Ricerca.
L’impressione è che nello schieramento che sostiene l’attuale maggioranza le difficoltà non manchino: per esempio mentre il leaeder di Cgil Guglielmo Epifani aveva dichiarato che la finanziaria aveva solo bisogno di ritocchi, a leggere il documento di Cgil-Flc sembra proprio che, per la scuola, sia necessaria una riscrittura quasi totale.
Ed alla richiesta di Epifani e Panini di usare i soldi del TRF per aumentare gli investimenti nella scuola, fa eco Rifondazione Comunista che dichiara invece di condividere pienamente la decisione di trasferire i fondi all’Inps come propone il Governo.
Nei prossimi giorni il dibattito sulla legge di bilancio entrerà nel vivo e quindi le contraddizioni di questi giorni si dovranno necessariamente chiarire.

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