Ci sono dei fondi che a volte non vengono spesi. Ad esempio i contributi a favore delle istituzioni scolastiche per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, stanziati annualmente, dal 2020, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dei tre milioni di euro a disposizione delle scuole dello scorso anno, solo 545.247 euro sono stati spesi.
L’allarme è dato dal sindacato nazionale giornalai (Snag) e dall’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi che insieme hanno presentato un documento con le loro proposte per porre rimedio a questa situazione.
Le proposte sono tre: promuovere con maggiore efficacia, e capacità persuasiva sugli istituti scolastici, programmi per incoraggiare la lettura di giornali in classe; estendere i contributi pubblici all’acquisto di copie in edicola; estendere ai bonus “Valore cultura” e “Carta del docente” la possibilità, per studenti e insegnanti, di acquistare quotidiani e periodici in edicola.
Ma come si può incentivare la lettura di quotidiani da parte dei giovani? Istituendo un’ora alla settimana di educazione civica per imparare a leggere i giornali, capire le notizie, distinguere i fatti dalle opinioni e orientarsi nel flusso incessante di informazioni che scorre sullo smartphone. L’idea nasce dal fatto che i ragazzi trascorrono molte ore online, sempre più per intrattenersi e sempre meno per informarsi su ciò che accade nel mondo, in un’epoca segnata sempre più dalla disinformazione, dai social media e dalle fake news.