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Lettera aperta alle istituzioni

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All’attenzione del Presidente della Repubblica, del Senato, del Presidente del Consiglio, del Ministro dell’Istruzione e di tutti coloro che hanno a cuore la Scuola italiana e l’Italia stessa.

 

Nel gran chiasso, in mezzo alle mille parole spese per discutere sulla bontà o meno della riforma della scuola in via di approvazione, è passata sotto silenzio la situazione degli studenti TFA.

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Il TFA nasce da un vacuum legislativo pluriennale: paradossalmente, lo Stato ha determinato l’istituzione del TFA sulla base di un fabbisogno nazionale e adesso vorrebbe tagliarci fuori da un piano di assunzione che si fonda su quello stesso fabbisogno.

Frequentare i corsi del tirocinio formativo attivo rappresenta per tutti noi un enorme sacrificio, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista organizzativo. L’iscrizione al TFA ci è infatti costata più di 2500 euro ed i corsi richiedono una frequenza quasi quotidiana; oltre a questo, la maggior parte di noi lavora e deve conciliare l’orario scolastico con il tirocinio e le lezioni.

Non siamo qui per compiangerci, vogliamo semplicemente la vostra attenzione per poter spiegare le nostre ragioni di protesta. Ad oggi nessuno ha mai considerato la nostra categoria, i nostri sacrifici! 

Per entrare nel novero dei “fortunati tieffini” abbiamo superato ben tre prove in cui sono state valutate le nostre conoscenze e la nostra preparazione; come se non bastasse, per altri sei lunghi mesi, abbiamo sostenuto altri esami incentrati sulla didattica, con l’obiettivo di arrivare al tanto agognato esame di abilitazione.

Ebbene, a poche settimane dalla fine di questo supplizio, ci troviamo immersi nella totale incertezza sul nostro futuro e su quale senso abbia avuto partecipare a questo TFA.

Secondo la Riforma attualmente in discussione, non avremo alcun diritto all’assunzione, diritto riservato solo a coloro i quali hanno frequentato le SSIS e che, in virtù di esse, sono stati inseriti nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento), senza dover svolgere alcun concorso. A noi “tieffini” invece è richiesto di partecipare a un concorso che, verosimilmente, prevedrà le stesse prove già sostenute e superate per le selezioni, durante il tirocinio formativo attivo e infine a luglio per conseguire l’abilitazione.

Questa situazione ha dell’assurdo anche perché noi non abbiamo potuto frequentare le SSIS solo ed esclusivamente per questioni anagrafiche, essendo esse state eliminate nel 2007 e sostituite solo nel 2012 con il TFA.

Riteniamo quindi un nostro diritto quello di essere inseriti in un piano pluriennale di assunzione, senza sostenere il concorso.

DICIAMO NO A UN CONCORSO CHE VERIFICHEREBBE PER L’ENNESIMA VOLTA LE NOSTRE CONOSCENZE E COMPETENZE!

DICIAMO NO A UN CONCORSO PERCHE’ E’ NOSTRO DIRITTO RIENTRARE IN UN PIANO PLURIENNALE DI ASSUNZIONE!

CHIEDIAMO UN TRATTAMENTO PARITARIO RISPETTO AI “CONGELATI SSIS” CHE SI STANNO ABILITANDO ATTRAVERSO TFA!

Crediamo sia ora di smetterla di restare in silenzio davanti a questa palese ingiustizia, crediamo sia ora di far sentire la nostra voce e crediamo sia il caso, da parte vostra, di andare finalmente incontro a una presa di coscienza su ciò che le vostre manovre politiche hanno causato. 

Le azioni di protesta da parte nostra continueranno anche grazie alla costituzione del Coordinamento Nazionale TFA con dignità, costituito da:

Comitato TFA Lombardia, presidente dottor Paolo Novati

Gruppo TFA Federico II di Napoli, rappresentante dottor Ettore Griffo

Coordinamento TFA Sicilia, rappresentanti Alessandro Buttitta, Antonella Sino, Annalisa Gambino

A.D.A.M. associazione docenti abilitati per merito,

Porteremo in Senato la nostra voce e la petizione promossa dall’associazione A.D.A.M (Associazione Docenti Abilitati per Merito) che stiamo sottoscrivendo in massa!

Si parla tanto di Buona Scuola ma, finché i docenti verranno trattati in questo modo e fino a quando a insegnanti giovani, entusiasti, competenti non verrà riconosciuto tale diritto, la buona scuola non si farà.