Home I lettori ci scrivono Lettera da un insegnante precario arrabbiato

Lettera da un insegnante precario arrabbiato

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Sono un insegnante precario siciliano che ha dovuto abbandonare la propria terra per andare a lavorare al nord.

L’ho fatto perché credo che l’insegnante sia uno dei mestieri più importanti, che serva a creare nuovi cittadini pensanti con la propria testa e quindi meno inclini a seguire ciecamente il pensiero uno dei leader politico di turno. Adesso, come tanti altri colleghi, ma non tutti purtroppo, sono arrabbiato perché non capisco cosa sia successo alla scuola Italiana, dopo anni di tagli senza senso anche questo non lo meritavamo. 

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Ci vogliono meno istruiti e quindi più controllabili, è questo il vero punto della questione, non può che esserlo. 

Perché è impossibile che dopo quasi un anno di Dad non si sia capito che sono i trasporti il problema. Perché è impossibile che con tutto quello che ha detto la ministra Azzolina per riaprire le scuole in sicurezza siano ancora chiuse. Perché è impossibile che molti docenti siano contenti di fare ogni giorno la figura dei cretini, tra alunni che fanno finta di avere problemi di connessione o che fanno finta di riflettere durante le interrogazioni online mentre in realtà leggono dal libro ben posizionato fuori dalla telecamera, soltanto per poter stare a casa a lavorare comodamente dal divano.

Quindi l’unica non può essere altro che questo, si tengono le scuole chiuse perché si vogliono avere future generazioni piene di ignoranti che non siano capaci di pensare con la propria testa e che quindi seguano ciecamente gli slogan del leader di turno e chi asseconda tutto questo è complice. Ditecelo! Ce ne faremo una ragione, perché se così non fosse, allora dovete spiegarci subito cosa sta succedendo e la scusa dei contagi, visto che si apre tutto tranne le attività culturali, non è sufficiente. 

Firmato un insegnante precario che odia la Dad.

Marco Passarello