Home I lettori ci scrivono Lettera di un maturando alla ministra Lucia Azzolina

Lettera di un maturando alla ministra Lucia Azzolina

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Cara ministra Lucia Azzolina,

sono un semplice studente frequentante il quinto anno presso l’Istituto scolastico, nonché un maturando.

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Durante il mio percorso quinquennale di studi, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere tantissimi studenti all’interno della mia seconda casa, che mi ha permesso non solo di crescere nella relazione dei rapporti sociali, ma mi ha permesso di vedere con i miei occhi, la creazione di una comunità di studenti come la nostra all’avanguardia, ed ho avuto il piacere in particolare di conoscere dei docenti molto speciali che mi hanno accompagnato fino ad oggi, non solo nella crescita professionale, ma in particolare nel processo della crescita umana.

Tuttavia, con la chiusura dell’istituto scolastico, la mia comunità di cui ne sono super orgoglioso e messa a dura prova da un nemico invisibile, che debella chi è più fragile ed usufruisce di chi è più forte per farsi strada nel continuare a non lasciare scampo chi incontra davanti a sé e mi lasci dire che i numeri parlano chiaro. Io e la mia classe fin da subito, dopo la chiusura a data da destinarsi della nostra seconda casa, abbiamo tempestivamente, con la partecipazione del rappresentante di classe e del rappresentante d’istituto e consulta abbiamo cercato di mettere su un’attività di apprendimento online per evitare di rimanere indietro con lo studio per la mia classe e i miei compagni.

Ma fin dalle prime battute, questo primo passo compiuto, ci mise davanti e lo fa tutt’ora e tutt’oggi, come un sistema di adattamento digitale, dovuto per causa di forza maggiore da un giorno all’altro, ha dato è da ogni giorno che passa le sue negatività, però non voglio sminuire ciò che è stato fatto e creato in fretta e in furia sia dai docenti e studenti, per non smettere di crescere. Sono stai molti i problemi che hanno compromesso ad oggi il percorso degli studenti e degli studenti maturandi ad esempio:

  • Studenti sprovvisti fino ad oggi dei dispositivi per lo svolgimento delle attività di studio, che come me ha dovuto svolgere le lezioni davanti un cellulare.
  • Studenti sprovvisti di connessioni internet o scarse connessioni che compromettono la regolare attività scolastica non solo durante la fase acuta della pandemia, ma tutt’ora come un problema presente. –  Studenti, che non avendo connessioni Wi-Fi si sono inventati gli Hotspot con il cellulare per il computer e personalmente quando ho avuto la fortuna di ricevere un computer per fare lezione, ho avuto questo tipo di problema.
  • Professori che per circa un mese e mezzo non si sono mai visti, nemmeno l’ombra, e se si sono fatti vedere, è stato solo per sommergerci con compiti su compiti attraverso i registri elettronici.
  • Professori che prima e fino ad oggi, non rispettano gli orari delle lezioni, facendosi solo i loro comodi. – Professori che erano sprovvisti di devices digitali e di connessioni internet per poter collegarsi e svolgere le attività di studio.

Certo le dico pure che ho visto con i miei occhi, lezioni di studio in cui partecipavano gente esterna alla classe e le dico che potrei continuare all’infinito perché nella nostra comunità di studenti che si preparano all’adulta età di questi accaduti ne abbiamo a bizzeffe, cose che hanno compromesso l’ultima fase del semestre di studio. Ammetto di essere esaustivo delle volte nel dire le cose. Ma questa è solamente la punta dell’iceberg, visto che in questo periodo penso a quella comunità di studenti che lei vuole il 17 Giugno 2020 alle ore 8:30 seduti davanti una sedia, magari presi dalla paura, dal terrore di un giudizio e di un destino non scelto da loro, compromesso dalla diffusione di una epidemia chiamata COVID-

19.E’impensabile far muovere centinaia di migliaia di studenti, professori, personale scolastico quando ancora siamo sotto la paura dell’attacco effimero che il virus ha compiuto, e che continua a compiere in modo più brutale di prima. Le espongo inoltre alla sua cortese attenzione le varie problematiche relative ai nostri locali scolastici. In tale giornata il nostro istituto ospiterà circa più di 100 persone compresi: studenti maturandi di cui 9 classi composte all’incirca da 15 studenti, 7 in docenti per ogni commissioni d’esame ed almeno 10 persone del personale scolastico, e non disponiamo di sufficienti aule per ospitare le 9 commissioni.

Inoltre il mio istituto non detiene un sostanzioso fondo cassa per sostenere le spese riguardanti all’adeguamento dell’emergenza COVID – 19. A riguardo ho docenti che dovranno sostenermi hai colloqui in forma orale la cui età supera i 60 – 65 anni, ovvero quattro docenti su sei sono over 60, infatti una mia professoressa, nonché commissaria interna, che sostituiva una commissaria esterna, ha deciso di non partecipare agli esami.

Non vi sono condizioni di sicurezza negli istituti, non esistono luoghi dove poter svolgere gli esami della quale lei ci parla, esami che si prospettavano in modo semplificato, ma invece si sono rivelati nocivi per i nostri studenti, a causa delle sue continue modifiche dello svolgimento degli esami orali.

Ad oggi, io in qualità di studente e da uomo continuo a pormi delle domande molto difficili a cui non riesco a dare delle risposte, che mi costringono a stare male, e questo comporta lo stare male anche la mia famiglia, perché ad oggi è scomparsa quella luce in fondo al tunnel che negli anni precedenti fino ad ora coltivavo con grande dedizione, sacrificio, passione, umiltà. In questo periodo non abbiamo certezze assolute sul destino che ci travolgerà e sono preoccupato io per i ragazzi come me che continuano a sacrificarsi per rivedere quella luce in fondo al tunnel oggi scomparsa, oggi del tutto assente, dovuto anche all’aggravarsi della diffusione del virus che incombe imperterrito sulla nostra nazione. Ad oggi e impensabile che gli studenti vengano chiamati a dimostrare le loro competenze quel giorno a cui lei tiene tanto perché è semplice e chiaro e non servono pagine su pagine per spiegare che ad oggi che sia controproducente per la salute dei nostri studenti, studenti e la gente comune.

Dopo quasi tre mesi di privazione della nostra libertà, ci aspettavamo che lei si impegnasse a favorire l’apprendimento degli studi fatti fino ad ora, scartando ogni tipo e forma di valutazione attraverso un esame che oggi, visto i numeri e i dati non ha alcun valore umano davanti alla morte di tantissime vite e alla malattia di cui soffrono purtroppo i nostri cittadini in questo preciso momento.

Cara Ministra Lucia Azzolina, voglio concludere semplicemente sottolineando e facendole notare, che qui si mette in gioco il futuro di centinaia di migliaia di giovani come me, che sono chiamati fra alcuni decenni a prendersi a spalla la sua nazione, la nostra nazione. Non fateci passare però dopo come dei niente di buono, se decidiamo di continuare a costruire il nostro futuro fuori dal nostro paese. Non bisogna far illudere i giovani, quando sappiamo bene che il nostro futuro, oggi e destinato a non durare e lontano e da ogni ambizione qualsivoglia, da un paese rimasto ormai ai margini della consapevolezza di non offrire futuro certo, degno di chiamarsi tale.

Carmelo Gianninò