Home I lettori ci scrivono Lettera docente precario della provincia di Trento

Lettera docente precario della provincia di Trento

CONDIVIDI
  • Credion
ono un insegnante di scuola Primaria a tempo determinato, inserito nelle graduatorie della provincia Autonoma di Trento. Chiedo un intervento immediato che possa chiarire e dare una giusta interpretazione all’art. 92 punto g – della legge 5/2006 in materia di scuola della provincia di Trento.
ART. 92 p. (g g) sono stabiliti i casi, i tempi e le modalità per l’inserimento del personale docente statale nelle graduatorie provinciali. 2 bis.omissis 2 ter.
Le graduatorie provinciali per titoli vigenti alla data del 31 dicembre 2012 e formate secondo quanto previsto dal comma 2 hanno durata indeterminata e non sono più integrate e aggiornate, fatto salvo quanto disposto dai commi 2 quater e 2 quinquies.
Con l’aggiornamento delle Gae, oltre a poter aggiornare il proprio punteggio, si potranno aggiungere eventuali titoli e si darà, ai docenti già inseriti nelle graduatorie, anche la possibilità di trasferirsi in altra provincia. Per noi docenti invece inseriti nella graduatorie di Trento, si è creata una grave incertezza interpretativa in ordine alla natura delle graduatorie trentine.
Dai sindacati locali e dagli uffici del dipartimento della provincia emerge che le graduatorie provinciali di Trento sono diverse da quelle nazionali e continua ad arrivare l’informazione che in ragione di tale fatto sia impossibile chiedere il trasferimento verso altre Gae italiane. Ci sembra paradossale che la provincia possa legittimamente blindare all’interno del proprio territorio gli insegnanti e a conforto tecnico di tale interpretazione, vi è la modifica apportata alla normativa trentina in materia di graduatorie “legge 5/2006 art. 92 p. g”, in occasione della finanziaria 2013 con la quale le suddette graduatorie, sino ad allora permanenti e quindi integrabili ed aggiornabili, vengono chiuse a nuovi immissioni, rendendole di fatto uguali alle GAE del restante territorio nazionale. Infatti non importa come le si vuole chiamare (indeterminate/esaurimento), resta il fatto che come le graduatorie ad esaurimento nazionali anche le graduatorie indeterminate di Trento, non sono più integrabili. Quindi sia l’una che l’altra di fatto sono della stessa natura, cioè chiuse. Nella bozza del decreto relativo al prossimo aggiornamento e all’art. 13 si legge quanto segue: 1.Per le province di Trento e Bolzano e per la regione Valle d’Aosta, vigono le disposizioni adottate in materia delle Autorità scolastiche competenti per territorio negli specifici ed autonomi provvedimenti. 2.Trasferimenti da o verso le province autonome di Trento e Bolzano potranno essere disposti sulla base di eventuali intese tra il Miur e le province medesime, dalle quali sarà dato avviso con apposita nota. Quindi, pur avendo competenza primaria di secondo grado, la Provincia Autonoma di Trento non ha competenza in materia di mobilità come dal punto 2, dove viene esplicitato che i trasferimenti da o verso Trento possono essere disposti previa intesa con il Ministero. Infine mi chiedo il perché a noi docenti, inseriti nelle graduatorie di Trento, non viene dato lo stesso diritto che viene riconosciuto a tutti i nostri colleghi che operano con amore e devozione per la nostra amata Scuola Italiana, essendo di fatto anche la scuola trentina a carattere statale. Per migliorare la nostra scuola si può fare davvero tanto e vedere la scuola come un costo di certo non la migliorerà; applicare queste restrizioni non aiuta la qualità della stessa ne quella dei docenti.
Mi piacerebbe vedere la società apprezzare la figura di noi docenti come era un tempo. Davvero tanto si può fare per ridare la giusta collocazione alla Scuola; davvero tanto si può fare per arricchire i nostri figli, l’unica via maestra del nostro futuro. Non credo che leggi restrittive possano migliorare la qualità, la crescita e lo sviluppo di noi docenti e di riflesso dei nostri allievi. Pertanto chiedo a tutti gli organi competenti, di voler affrontare la questione con immediata tempestività visto l’imminente aggiornamento delle graduatorie, mettendo fine a questa disparità di trattamento che dal 2007 nega agli iscritti nelle graduatorie di Trento un diritto, quello della mobilità, evitandoci così di dover, come sempre succede negli ultimi tempi, passare dai giudici per vedersi riconoscere un diritto.