La Federazione Gilda Unams accende i riflettori su una criticità che, secondo il sindacato, continua a compromettere il corretto funzionamento dei licei musicali italiani. Al centro della questione vi è la mancata integrazione dell’organico degli insegnamenti strumentali nel sistema informativo SIDI, uno strumento fondamentale per la gestione amministrativa del personale scolastico.
Nonostante i licei musicali siano ormai pienamente operativi da anni, questa lacuna costringe le segreterie scolastiche a procedere manualmente nella definizione degli organici. Una pratica che, inevitabilmente, comporta difficoltà operative, possibili errori e una gestione disomogenea tra i diversi istituti.
A evidenziare le conseguenze della situazione è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della federazione, che sottolinea come il problema non sia soltanto tecnico-amministrativo.
“Questa situazione si ripercuote sull’sull’efficienza amministrativa e sulla tempestiva assegnazione delle cattedre, oltre ad incidere negativamente sulla continuità didattica e sulla qualità dell’offerta formativa destinata agli studenti dei licei musicali”, ha dichiarato.
Secondo il sindacato, i ritardi e le difficoltà nella gestione degli organici rischiano infatti di tradursi in discontinuità per gli studenti, che necessitano invece di percorsi formativi stabili e coerenti, soprattutto in un ambito specialistico come quello musicale.
La federazione non si limita a chiedere una semplice soluzione tecnica. L’appello rivolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito è per un intervento più ampio e strutturale, che consenta non solo l’integrazione nel sistema SIDI, ma anche la creazione di cattedre stabili e una gestione più organica dell’intero comparto.
L’obiettivo è superare definitivamente una gestione frammentata, garantendo maggiore chiarezza e uniformità a livello nazionale.
La Federazione Gilda Unams annuncia infine che continuerà a monitorare la situazione e a sollecitare le istituzioni competenti.
“È indispensabile garantire pari dignità ai licei musicali all’interno del sistema scolastico nazionale – conclude Castellana – e valorizzare adeguatamente il lavoro dei docenti di strumento, assicurando al contempo agli studenti percorsi formativi di qualità, continui e coerenti”.