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Licei musicali, mancano le classi di concorso degli strumenti jazz

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Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, continua a disattendere le istanze espresse dai Docenti di Strumento Jazz, esclusi dall’insegnamento nei Licei Musicali a danno di una parte dell’intera comunità scolastica italiana, di un corpo docenti specializzati, e della cultura italiana. E’ quanto denunciato anche dal Giornalista del TG5, Dott. Andrea Pamparana, al’interno della sua rubrica “Indignato Speciale”, andata in onda Lunedì 3 Dicembre

Ultimamente sono molte le testate giornalistiche di risonanza nazionale (vedi anche il Sole24ore) che stanno evidenziando la grave mancanza:

Le parole pronunciate nel video dal Paolo Damiani  (Musicista, Compositore, Direttore del Dipartimento Jazz Santa Cecilia, membro del CNAM – Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) sono un monito per il MIUR, tanto quanto quelle della nota musicista jazz Ada Montellanico (Musicista Jazz, membro MIDJ – As.. Musicisti Italiani di Jazz) che sottolinea la necessità di valorizzare e riconoscere il jazz come parte integrante della nostra cultura italiana, così come accade in tutto il mondo. Infine,  il cantante jazz, Stefano Luigi Mangia, espone conseguenze e richieste.

In mezzo alla notizia

Il “Coordinamento Nazionale per il ripristino del Jazz nei Licei Musicali”, ha inoltre ricevuto il sostegno ufficiale del MIDJ, e continua ad ottenere altre Lettere di Sostegno da varie Associazioni di Categoria . E’ stata anche pubblicata una petizione con oltre 930 firme.

Recentemente sono stati stanziati molti fondi per la promozione della musica jazz su proposta dell’On. Carbonaro, Luigi Gallo, Loredana Russo e sono recuperati 400 posti di docenza per il ripristino della seconda ora nei licei musicali, ma sulla creazione delle classi di concorso jazz tutto tace.

Fondamentale è sottolineare che gli insegnamenti in questione venivano insegnati già da una decina di anni tramite bandi d’Istituto elargiti in tutta Italia.

A breve terminerà l’orientamento scolastico e i ragazzi, per il secondo anno di fila, non potranno più iscriversi a strumenti “moderni”, ma solo a strumenti classici. Nel 2018 non esistono  le classi di concorso di strumenti come il basso elettrico, la chitarra jazz, il canto jazz e molti altri, ma abbiamo il liuto, l’eufonio e il flauto dolce, strumenti meravigliosi e che meritano il massimo rispetto, ma forse negli anni ne sono stati creati anche altri e non si può rimanere ancorati solo alla tradizione classica.

Alcuni docenti di strumento jazz stanno ancora insegnando ad “esaurimento”, cioè ad allievi già iscritti in precedenza, affinché terminino il percorso di studi già iniziato; mentre in altri licei, hanno già perso il posto di lavoro e gli allievi riorientati su altri strumenti (atteggiamento passibile di mancato diritto allo studio).

“Le prime classi quest’anno le abbiamo perse e se non usciranno i codici, a breve perderemo anche le future prime, creando quindi due generazioni di allievi che non potranno iscriversi al Conservatorio ai corsi di Jazz, in quanto  impreparati a sostenere gli esami di ammissione” – esprime la Docente Adriana Isoardi.

Ha senso mettere dei corsi universitari come quelli degli strumenti jazz in Conservatorio se poi ai ragazzi viene preclusa la possibilità di prepararsi e di formarsi? I Licei Musicali devono offrire percorsi di studi musicali professionalizzanti e allineati con l’offerta formativa degli Istituti di Alta Cultura Musicale.

L’interrogazione parlamentare che ha depositato l’On. Azzolina (in allegato) è rimasta ferma da maggio.

Allo stato attuale, è stata l’unica Onorevole che ha sostenuto ed incoraggiato a scrivere ad alcuni Dirigenti MIUR, quali il Sottosegretario Prof. Salvatore Giuliano o lo stesso Ministro Bussetti da cui però non si hanno risposte, nonostante le numerose mail inviate!

Tutto il Coordinamento nonché la categoria dei Docenti Jazz nei Licei Musicali, a riguardo, è basita dall’atteggiamento di indifferenza: in uno stato civile rispondere alle istanze dei cittadini è segnale di educazione e quest’ultima figlia del rispetto e cioè Cultura. Siamo tutti dei professionisti e gente dedita al lavoro con passione e dignità. Come può, proprio il Ministero dell’Istruzione, disattendere delle richieste legittime di motivazione?

Chiediamo quindi al Ministro Bussetti e/o ai Sottosegretari Mario Pittoni e Salvatore Giuliano di darci una RISPOSTA e di prestare attenzione a questa problematica!

Si parla tanto di innovazione digitale, ma l’innovazione non è solo nella tecnologia, è anche presente nell’arte e nella musica; due ambiti che dovrebbero essere al primo posto perché ne rappresentano una parte della ricchezza del nostro Paese.

 

Coordinamento nazionale per il ripristino del Jazz nei Licei Musicali