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04.03.2026

Liceo classico in crisi: sono lontani i tempi in cui il 30% degli studenti lo frequentava (e solo uno su 10 si iscriveva allo scientifico).

Gli ultimi dati sulle iscrizioni stanno confermando una tendenza in atto da tempo: il liceo classico non è più così appetibile come un tempo.
I motivi sono tanti e, forse, sono anche legati alla storia stessa di questo indirizzo di studio che – da sempre – è stato considerato impegnativo e troppo legato ad una visione “idealistica”, con una separazione eccessiva fra la cultura umanistica e quella scientifica anche se, per la verità, non sono mancati un po’ dovunque i tentativi di da parte delle scuole stesse di introdurre elementi di novità importanti (maggiore attenzione alle materie scientifiche e alle lingue straniere, per esempio).
Ma certamente il greco e il latino continuano a rappresentare uno “spauracchio” significativo per molti studenti.

Il  fatto è che l’impianto complessivo del percorso è ancora molto simile a quello originario derivante dalla Riforma Gentile che considerava il liceo classico come il percorso tipico destinato alla futura “classe dirigente”.
A parte qualche lieve modifica orari e programmi sono rimasti simili fino alla fine degli anni ’60 quando ci fu una riforma che cambiò profondamente il rapporto fra i diversi indirizzi di studio della scuola superiore.
Fino all’anno accademico 1969/70 la maturità classica era l’unica che consentiva di iscriversi a qualsiasi facoltà universitaria; con tutti gli altri  indirizzi gli accessi erano in qualche misura limitati.
Addirittura con la maturità scientifica non era possibile iscriversi a giurisprudenza che era assolutamente riservata a chi arrivava dal classico.
Nel 1969 venne approvata una legge che liberalizzava completamente le iscrizioni all’università e questo,  inevitabilmente, fu il primo “colpo” alla esclusività della formazione classica.
I numeri parlano chiaro.
Nel 1945/46 il 30% degli studenti delle scuole superiori erano quelli del classico (lo scientifico riguardava il 10% degli iscritti totali, mentre tutti gli altri si riversavano nei tecnici).
Nel 1969/70 avviene la scolta storica: gli iscritti allo scientifico superano quelli del classico (14% contro 13%).

Da quel momento, e fino al 2015, il liceo scientifico continua a crescere mentre il classico si stabilizza intorno al 10%.
Negli anni successivi il classico continua a perdere terreno forse a causa della “concorrenza” di altri percorsi (liceo linguistico in particolare).

Difficile dire cosa dovrebbero fare i licei classici per sopravvivere e per essere magari anche “competitivi” con gli altri indirizzi di studio.
Certo è che un impianto ancora molto legato alla visione gentiliana della cultura e della scienza non avvicina i giovani di oggi ad un percorso che pure ha il suo fascino e la sua modernità.

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