Altro che famiglia nel bosco: qualche anno fa aveva fatto scalpore il caso del “maestro nel bosco” di Asti, un docente che usava metodi didattici non convenzionali, poi licenziato. La Stampa definisce la sua “didattica occasionale“, volta a ragionare senza limitarsi ad apprendere nozioni sui libri.
Ecco com’è andata. Dopo aver portato avanti con successo per anni il progetto “Bimbisvegli” in una scuola elementare i cui alunni erano passati da 21 a 63, si è scontrato con la burocrazia (e le gerarchie) scolastiche. “Nel 2018 – racconta – il progetto non viene più inserito nel Piano Triennale dell’offerta formativa del plesso”.
Un licenziamento, una condanna penale a 40 giorni di reclusione tramutata poi in una ammenda di 1500 euro. Al rientro da un anno di aspettativa era stato assegnato in una scuola dove non avrebbe potuto portare avanti il suo progetto scolastico, così pur recandosi sul luogo di lavoro, si è rifiutato di espletare il suo servizio: sapeva bene a cosa andava incontro e non ha mai contestato la sentenza del Tribunale: “Ho dovuto disobbedire ad un ordine di servizio che ritenevo lesivo del benessere degli alunni – dice – È stata la mia ultima lezione per le nostre bimbe e bimbi-svegli: non baratto la mia coscienza con lo stipendio”.
Il docente (che aveva dato vita a un lungo sit in a Roma davanti al Ministero) ha successivamente optato per una forma di disobbedienza civile: non è entrato in aula ed è rimasto in corridoio.
Non entrando in classe a insegnare, è stato condannato per interruzione di pubblico servizio e successivamente licenziato. “Ho proposto una conciliazione al Ministero – dice – chiedendo di poter applicare il mio progetto come consulente esterno: quello che chiedo è solo di poter fare il maestro, meglio che posso”.
Al momento, il docente si trova nel pieno della sua battaglia legale. Trasferitosi in una baita isolata ai piedi del Monviso, ha detto: “Io maestro alternativo vivo da solo nel bosco ma continuo a lottare”.
Della sua didattica si torna a parlare proprio nel momento in cui si discute del futuro scolastico dei bambini della famiglia nel bosco, che fino ad ora hanno fatto homeschooling, metodo alternativo scelto dai loro genitori.