Ancora una lista di studentesse da violentare nei bagni di una scuola. Dopo l’episodio avvenuto al “Giulio Cesare” di Roma – che hanno suscitato scandalo in tutto il Paese, portando anche all’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – un nuovo episodio arriva da Modena, dove una “lista degli stupri” sarebbe stata trovata nei servizi dell’istituto tecnico “Enrico Fermi”. La notizia è stata riportata dalla Gazzetta di Modena a e ripresa da Repubblica, secondo cui “uno o più studenti avrebbero scritto un elenco di studentesse associandole alla violenza sessuale“.
Il rinvenimento delle scritte, precisa la testata, risalirebbe ad alcuni giorni fa, e sarebbe già stato oggetto di confronto tra gli alunni e il personale scolastico. “I docenti avrebbero affrontato l’argomento in classe, con gli studenti”, si legge ancora nell’articolo, “per evidenziare la gravità dell’accaduto, a seguito della decisione di avviare internamente al ‘Fermi’ una campagna di sensibilizzazione. La lista degli stupri sarebbe emersa dopo che un rappresentante d’istituto ha ricevuto la segnalazione di alcuni studenti. Non è chiaro se siano già stati individuati o meno i responsabili“.
Sull’episodio è arrivata la presa di posizione del Movimento Cinque Stelle, attraverso la deputata Stefania Ascari. “Non è una bravata, non è goliardia: è violenza di genere, anche quando non si arriva alla consumazione del reato”, scrive. “Di fronte a tutto questo, il silenzio o le risposte vaghe non sono accettabili. Ho presentato una interrogazione a Giuseppe Valditara: il Ministro dell’istruzione sa cosa è accaduto? È informato sullo stato delle indagini? Quali iniziative urgenti intende mettere in campo per tutelare le ragazze coinvolte e impedire emulazioni o escalation violente?”
L’esponente del M5s aggiunge altre domande per Valditara. “Si intende rafforzare davvero l’educazione al rispetto, all’affettività e al consenso nelle scuole, o continueremo a considerarla un tema secondario? Quali strumenti concreti saranno attivati per garantire supporto psicologico e legale alle vittime e alle loro famiglie? Non bastano dichiarazioni di principio. Occorrono campagne serie contro la violenza sessuale e la cultura dello stupro, azioni che contrastino la normalizzazione dell’odio di genere e un monitoraggio nazionale su episodi analoghi“.
Per Ascari, insomma, “serve una presa di posizione netta e immediata” da parte di viale Trastevere, per evitare che dopo Roma e Modena fatti simili si verifichino anche in altre realtà. Un intervento che deve riguardare l’ambito scolastico ma anche quello digitale, precisa, “per intervenire prima che sia troppo tardi. La violenza sessuale, anche solo evocata o pianificata, è una violazione gravissima dei diritti fondamentali e un attacco diretto alla libertà e alla sicurezza delle donne. Ora si dica chiaramente cosa si intende fare, con quali tempi e con quali responsabilità”.
“Di fronte a questo quadro”, aggiunge la senatrice Vincenza Aloisio, sempre del Movimento Cinque Stelle, “non possiamo nasconderci dietro silenzi o dichiarazioni di circostanza, nè è più possibile ridurre la questione a una segnalazione episodica o a una serie di interventi tampone. In questa dinamica drammatica, la parola chiave è educazione affettiva, tema che ho già affrontato in un disegno di legge a mia prima firma che. È inconcepibile che, nonostante i segni evidenti, il dibattito pubblico non riesca a superare le resistenze ideologiche e a riconoscere l’urgenza di introdurre in modo sistemico l’educazione affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado”.
“Mi domando”, prosegue Aloisio, “quante testimonianze ancora servono per capire che l’educazione non può limitarsi a una campagna di sensibilizzazione una tantum, ma deve essere inclusa nel tessuto curricolare, con programmi stabili di alfabetizzazione emotiva, di prevenzione della violenza e di promozione di relazioni rispettose? Tutto ciò porta alla promozione di relazioni rispettose che generano la prevenzione della violenza. La scuola non è solo luogo di apprendimento accademico: è lo spazio fondante della nostra vita democratica, è dove si forgiano i cittadini di domani, capaci di riconoscere la violenza e di reagire in modo civile, solidale e fermo”.
“Ora più che mai chiediamo al governo di dimostrare coraggio e concretezza“, scrive ancora la senatrice pentastellata. “In questa cornice, applaudiamo gli studenti che hanno avuto il coraggio di segnalare questa vergogna e che hanno denunciato e proposto un’assemblea di istituto per discutere di violenza di genere e di educazione affettiva. È la prova tangibile”, conclude, “che, quando lo Stato è assente, la responsabilità civica e l’impegno collettivo possono comunque operare cambiamenti, sebbene restiamo sconcertati innanzi all’ignavia di questo Governo“.