L’attore Luca Zingaretti, che ha recitato nel film da lui diretto “La casa degli sguardi“, nelle sale da questo mese, ha parlato ai microfoni de Il Messaggero di educazione dei figli. Uno dei temi principali della pellicola è proprio il rapporto tra genitori e figli.
“Quando eravamo ragazzi noi, i genitori non ci vedevano, ma avevamo la fortuna di radici profonde e quasi immutabili. Oggi i ragazzi crescono in un contesto in cui il mondo gli cambia intorno ogni 24 ore. Il terreno in cui provano a radicarsi è friabile. L’inquietudine si sente nell’aria: io sento il cattivo odore o comunque un odore particolare che emana, l’inquietudine. I giovani non vengono da un passato e non sanno cosa li aspetterà. Sono su uno skateboard e credo abbiano difficoltà venti volte superiori alle nostre”, ha detto.
“Porterò questo film ovunque ce lo chiedano, anche nelle scuole: in queste settimane non ha idea di quanti genitori a fine proiezione siano venuti, anche piangendo, ad abbracciarmi e a raccontarmi di aver rivissuto i momenti difficili passati coi loro figli”, questo l’impegno dell’attore.
Zingaretti è sposato con un’altra attrice famosa, Luisa Ranieri. I due hanno due figlie, di quattordici e nove anni: “Proprio qualche sera fa ci dicevamo di essere molto fortunati a condividere la linea secondo cui stavamo educando le nostre figlie. Per essere presenti abbiamo fatto sistema: in genere quando lavora lei, io mi fermo e viceversa. Ma pur essendo presenti la concorrenza la troviamo nei social, nei device che usano: l’altro giorno mia figlia mi raccontava un fatto falso che un’amichetta aveva letto sul cellulare, che mia figlia ancora non ha a 10 anni. Viviamo in un mondo adulterato, allora abbiamo deciso che fosse meglio essere genitori odiati per qualche no dalle nostre figlie, ma tenere il punto”.
“L’educazione che arriva ai ragazzi dal telefonino è one-to-one: qualsiasi cosa dica loro, glielo dice direttamente e non c’è genitore o professore a fare da filtro. Io spezzo una lancia per questi genitori che vengono spesso accusati di non ‘vedere’ che cosa accade ai loro figli. Non è facile vederli, questi figli. Gli apprendimenti che arrivano loro, noi non li intercettiamo. Quando scrollano sul loro device noi non ci siamo, non possiamo esserci. I filtri che avevamo noi, loro non li hanno ed elaborano. La relazione tra generazioni è la più difficile di sempre perché a noi genitori mancano pezzi di apprendimento”, ha aggiunto.
Ecco alcune battute sulla scuola: “La scuola può essere un luogo di alleanza, se riesce a tenere puliti i giovani dai condizionamenti. Le faccio un esempio: mia figlia andava alla scuola internazionale e cercava di indicarmi un suo compagno di classe. Io dopo aver sbagliato i nomi le dissi: ma quello di colore, quello nero? Lei mi rispose: lui è color cioccolato. Se a scuola insegnassimo a togliere a tutti dalla testa che i colori e i generi condizionino la loro autonomia e la capacità di fare le cose saremmo molto avanti”.
“Io sono un tipo ansioso, ma ho capito che non posso proteggerle da tutto. Con Luisa abbiamo messo al mondo due individui: per proteggerle davvero, dobbiamo fare capire loro quanto sono importanti. Non solo per noi, genitori ansiosi, quando uniche e importanti sono loro come donne. Che devono godersi la vita e rispettarla, però. Non ci si deve buttare via, perché valiamo tanto”, ha concluso, parlando delle sue figlie.