Home Politica scolastica M5S Camera: “imbarazzante Miur che su diplomati magistrali aggira il Consiglio di...

M5S Camera: “imbarazzante Miur che su diplomati magistrali aggira il Consiglio di Stato”

CONDIVIDI
  • GUERINI
“La giustificazione con la quale oggi il Miur, replicando a una nostra interrogazione, rimanda ad ulteriori approfondimenti e, quindi, continua a disconoscere ai diplomati magistrali il diritto di accedere alla seconda fascia d’istituto, è inaccettabile. Questa vicenda si trascina da oltre 12 anni attraverso un susseguirsi di repliche surreali che confermano un comportamento ostativo ed omissivo da parte del ministero nei confronti di questi docenti, i quali continuano a veder leso un diritto acquisito”.
Così i deputati del MoVimento 5 Stelle commentano la replica del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi, che ha replicato all’interrogazione presentata dalla deputata pentastellata Maria Marzana.
“Secondo quanto affermato da Reggi, infatti – aggiungono i deputati – , il disconoscimento nei confronti dei diplomati magistrali è dovuto al fatto che l’annullamento da parte del Consiglio di Stato sarebbe riferito al triennio 2011/2014 e, quindi, si fonda sulla presunta tardività dell’impugnazione”.
“Un’affermazione, questa, – spiega Marzana – che non solo non è condivisibile, ma che è impropria dal momento che l’impugnazione di atti normativi aventi valenza di legge non sono sottoposti alla decorrenza dei termini. Pertanto gli effetti del parere del Consiglio non sono affatto cessati e non si possono riferire solo al triennio 2011-14. Dunque, non c’è bisogno di compiere nessun ulteriore approfondimento ma, piuttosto, si deve dare seguito al parere del Consiglio, che certifica responsabilità e anni di errori e aggiramenti rispetto alla questione da parte del Miur.
Infine – conclude la deputata -, l’immotivato ritardo nell’emanazione del Decreto del D.P.R sul riconoscimento del diploma magistrale, che cade in prossimità dell’uscita del decreto di aggiornamento delle graduatorie, lascerà per altri tre anni i diplomati in questa situazione di ingiustizia, aprendo presumibilmente a un gran numero di nuovi contenziosi”.