Il caso relativo alle maestre che anni fa hanno insultato in chat un bambino con autismo, dicendosi anche felici del fatto che avesse contratto il Covid è finito in archiviazione. Della vicenda si è parlato oggi, 18 aprile, all’interno del programma di Rai1 Storie Italiane.
La madre del bambino, presente, in studio, non si dà pace: “Sono amareggiata, il PM non ha capito nulla. Queste persone, che non reputo neanche insegnanti, sono state anche giustificate”.
La conduttrice Eleonora Daniele ha poi usato parole forti: “Sono sconvolta, immagino che queste maestre continuino a insegnare. Queste persone se impunite poi continuano a farlo, non credo capiscano la gravità di ciò che hanno fatto. Non so se bisogna porre tutto di fronte al ministero dell’Istruzione”.
“Non svegliate il can che dorme”. “Speriamo che dorme e che non stia arrivando”. “Magari torna miracolato”. Questi alcuni dei messaggi le tre maestre si sono scambiate, come riporta Fanpage. Le insegnanti lo chiamavano ‘ansia’ e avevano anche gioito quando aveva preso il Covid. La vicenda aveva provocato molta sofferenza alla madre del bambino e a lui stesso, tanto da aver smesso di frequentare la scuola.
La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per le tre insegnanti, indagate per il reato di diffamazione, perché quelle frasi, secondo il pubblico ministero, non sarebbero “denigratorie della reputazione del minore”.
“Le suddette conversazioni, ampiamente documentate mediante screenshot allegati alla denuncia in atti, manifestano un chiaro disprezzo nei confronti del minore, la cui assenza da scuola viene accolta con ilarità, sollievo e con emoticon beffarde”, il commento dell’avvocato della famiglia del piccolo. “Contrariamente a quanto sostiene il pubblico ministero sono commenti che trascendono ogni normale manifestazione di disagio lavorativo e assumono un chiaro connotato denigratorio, discriminatorio e lesivo della dignità del bambino”. Per il legale, quelle frasi “denotano volontà di sminuire, ridicolizzare e stigmatizzare il minore per la sua condizione patologica, in un contesto lavorativo (scuola) dove invece egli dovrebbe essere tutelato e l’utilizzo di emoticon canzonatorie rafforza il tono offensivo e volontario, ben al di là di un generico malessere lavorativo”.
A commentare la richiesta di archiviazione, anche Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea, che sin dall’inizio ha affiancato la madre del bimbo in questa vicenda. “Siamo sconvolti e arrabbiati. Questa richiesta di archiviazione potrebbe creare un bruttissimo precedente in Italia che permetterebbe ad altri insegnanti di emulare il gesto di questi loro colleghi senza tutela alcuna per alunni disabili e familiari. Combatteremo affinch