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Maestri pagati come i prof. Il Gruppo Funzione Docente spiega la proposta di legge

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In questi giorni ha creato non poche discussioni la presentazione del disegno di legge a firma dell’On. Fausto Raciti in merito all’equiparazione stipendiale dei docenti.
Al fine di chiarire l’argomento nell’ottica di evitare che un comparto già frammentato come quello del personale della Scuola possa subire ulteriori lacerazioni, pubblichiamo un ulteriore approfondimento che proviene dal Prof. Salvo Altadonna, portavoce del Comitato Funzione Docente, promotore dello studio normativo che ha condotto all’elaborazione del disegno di legge.
Vorrei iniziare – dice Altadonna – chiarendo che lo spirito con il quale il Comitato ha iniziato il suo percorso non ha nulla a che fare con una rivendicazione contro, soprattutto nei confronti dei colleghi della Scuola Secondaria di Secondo Grado, ma a favore dell’intera categoria.

Se la finalità del nostro ragionamento riguardasse la mera equiparazione stipendiale tabellare in ordine al CCNL, (che non è come risaputo fonte di diritto) basterebbe evidenziare il discrimine, in ordine all’orario di servizio, tra i docenti obbligatoriamente laureati della scuola dell’infanzia e primaria ed i colleghi diplomati ITP della scuola secondaria di secondo grado.
La rivendicazione che il Comitato, invece, porta avanti riguarda una prospettiva assai più dirimente per il mondo della Scuola Italiana. L’applicazione di quanto già stabilito dalle norme consolida non una visione in divenire ma un concetto ormai assodato, ovvero, la Funzione Docente in Italia è Unica piaccia o no a chi da vent’anni a questa parte ha deciso di continuare a mantenere divisa la classe docente. Solo la Funzione Docente Unica può garantire ai docenti di ricominciare ad incidere sulle decisioni della politica.

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Con questa premessa consegniamo con umile fermezza a tutti i colleghi, i Politici e le OO.SS. e di categoria un approfondimento che speriamo chiarisca che il Disegno di Legge Raciti non chiede l’introduzione di nuove norme ma il rispetto di quelle già esistenti. Il principio di eguaglianza è alla base dell’intera regolamentazione del diritto del lavoro; difatti l’intento del legislatore è quello di garantire il soddisfacimento degli interessi delle parti coinvolte, sia tra datore di lavoro e lavoratore che tra lavoratore e lavoratore. E’ noto come la materia del lavoro si caratterizza come disciplina di natura compromissoria, nel senso che le disposizioni che regolamentano il diritto del lavoro hanno una funzione correttiva e di equilibrio in merito alla disparità negoziale esistente tra datore di lavoro e lavoratore.

Tale funzione di equilibrio cerca di garantire anche una certa parità di trattamento verso tutti i lavoratori che fanno capo al medesimo rapporto di lavoro, precludendo sia le arbitrarie discriminazioni tra fattispecie uguali, sia le ingiustificate parificazioni di fattispecie diverse. Esistono, infatti delle norme inderogabili poste a tutela del lavoro e che per certi versi vanno a compromettere la piena autonomia contrattuale del datore di lavoro e delle parti sociali. A questo punto, per entrare nel merito del presente provvedimento, necessita inquadrare le fonti, in ordine gerarchico, dei diritti e dei doveri dei Docenti nella loro qualità di lavoratori. Essi rientrano in primis nei dettami dell’art. 36 della nostra carta Costituzionale che recita: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ………..omissis…….

Tenuto conto che le scuole di ogni ordine e grado rientrano nel più ampio spettro della Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art.1 comma 2 del d. lgs. 165/01 in quanto amministrazione di stato;
Visto l’articolo 5, comma 1, punto a) della legge 53/2003 stabilisce che: la formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti ………omissis……..

Considerato che la funzione docente è definita dal titolo III del vigente CCNL di comparto agli artt. 25 e 27 che definiscono l’area professionale del personale docente asserendo che: Rientrano in tale area: i docenti della scuola dell’infanzia; i docenti della scuola primaria; i docenti della scuola secondaria di 1° grado; gli insegnanti tecnico-pratici e i docenti della scuola secondaria di 2° grado; il personale educativo dei convitti e degli educandati femminili.

Si ritiene che quanto stabilito dalle suddette norme di ordine Costituzionale, Primario e sub-primario, sia disatteso dal CCNL comparto Scuola che come risaputo non è tra le fonti di diritto.
In conclusione essendo UNICA la Funzione Docente in Italia e non essendo, a ragione, normata in alcun modo una differenziazione qualitativa, tra insegnanti di ordine di scuola diversa ma permanendo, invece, una sperequazione in ordine alla quantità di lavoro svolto ed alla retribuzione percepita, si intende con la proposta di Legge Raciti porre fine all’anticostituzionale diseguaglianza perpetrata dall’ entrata in vigore della legge 53/2003 nei confronti dei docenti della scuola dell’infanzia e prima, del personale educativo e del personale docente della scuola secondaria di primo grado.
Si ritiene assolutamente urgente – conclude il Prof. Altadonna – l’approvazione del presente disegno di legge alfine di sanare una condizione di palese lesione della dignità e della professionalità dei docenti in questione. Non possiamo parlare di quanto i docenti italiani siano sottopagati rispetto ai loro colleghi europei ed essere artefici di una sperequazione interna che risulta ingiusta ed ancorata ad una concezione ottocentesca della figura docente.
L’unicità della Scuola e delle sue professionalità passa dal riconoscimento della dignità dei propri lavoratori contro un disallineamento non più contestualizzabile nel terzo millennio. Sono finiti i tempi delle scuole basse e di quelle alte, l’Italia al pari delle sorelle europee ha elevato il livello di competenza dei propri docenti prescindendo dall’ordine di scuola nel quale insegnano.
Questo principio deve trovare un riscontro oggettivo nel sistema retributivo. Il principio che deve muovere la nostra decisione oggi non è certo quello di uguaglianza tra lavoratori ma quello di equità di un settore professionale.

Comitato Funzione Docente
Prof. Salvo Altadonna
[email protected]
FB: Funzione Docente