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06.11.2025

Maestro aggredito dai “maranza”, la scuola si costituisce parte civile: “Chi offende la sua serietà offende l’istituto”

Redazione

Ha fatto molto discutere il caso del maestro, aggredito fuori da scuola, da ragazzi che si sono identificati come “maranza”, che, a loro dire, avrebbero voluto fare giustizia da sé, a Torino. Il docente, spaventato dal raid punitivo, ha denunciato e la sua scuola si costituirà parte civile. Lo riporta Rai News.

La lettera della scuola

Dopo il “gravissimo danno procurato alla scuola”, in una lettera alle famiglie l’Istituto religioso è sceso in campo a sostegno del maestro. “Conoscete tutti il maestro – scrivono le Suore – offendere la sua serietà professionale equivale a offendere questa Scuola”.

Perciò quando ci sarà un processo l’Istituto, confermano gli avvocati, si costituirà parte civile. “Ferito, infangato” – scrivono ancora nella nota le Suore – dal video dell’influencer che con senso di impunità ha preso di mira l’insegnante in un video, senza risparmiare neppure la figlioletta di 3 anni che era con lui”.

Dopo la querela della vittima, la Procura ha aperto un fascicolo. Partita anche la diffida a rimuovere le immagini e la richiesta di 150mila euro di risarcimento. Ora si aggiunge pure la lettera della scuola, inviata alle famiglie e postata online.

Giustizieri?

A organizzare la spedizione punitiva sarebbe stato un gruppo di “maranza” autoproclamatisi giustizieri, guidati da un influencer, che dopo l’aggressione ha alimentato la gogna mediatica pubblicando su Instagram un video con il volto del maestro e quello della bambina che, al momento dei fatti, teneva per mano.

Sotto il post – attualmente non visibile – nei giorni scorsi si sono accumulati centinaia di commenti: da chi applaudiva l’azione del gruppo a chi difendeva l’insegnante, denunciando l’ennesimo linciaggio mediatico. Il docente è stato seguito, circondato e minacciato. Nel video la didascalia che accompagna il filmato, pesantissima, recita: “Siamo andati a prendere il maestro che abusa dei bambini a scuola”.

Il docente, circondato da almeno tre uomini, appare smarrito, chiede spiegazioni e dice di non capire. Gli aggressori, come si vede nel video, insistono: “Ci è stato riferito che hai alzato le mani a un bambino”, indicato come un loro nipote. Poi l’avvertimento finale: “La prossima volta agiremo in altra maniera. Non saranno più parole, ma fatti. Quelli veri”. 

“Tutti sanno che tipo di persona sono”

“Non ho idea di chi siano e non ho nulla a che fare con loro. Insegno qui da vent’anni: mi conoscono tutti, sanno che tipo di persona sono”, ha detto il docente in seguito all’aggressioneIl maestro ha negato categoricamente le accuse mosse contro di lui: “Assolutamente no, è tutto falso”.

Ma c‘è davvero un legame di parentela tra un alunno e uno dei “giustizieri”? “Da quello che so io non risulta”, ha riferito il maestro. “Mi sono rivolto a un avvocato per intraprendere un’azione legale”, ha concluso.

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