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Maggiori controlli contro i furbetti della 104

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Non bisogna generalizzare. Lungi da me.

Ogni volta che ho espresso pubblicamente il mio disgusto su molti furbetti che “comprano” false 104, basandomi anche su recenti fatti di cronaca, l’ho fatto proprio perché credo nell’importanza di questa legge a tutela dei meno fortunati, ma non credo che invece debba essere abusata e usata come scorciatoia per ottenere l’agognato avvicinamento alla propria casetta.

Di questo resto fermamente convinta e mi stupisce che chi dovrebbe tutelare questa legge faccia finta di non rendersi conto della realtà dei fatti.

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Qualora chi di competenza decidesse di effettuare dei controlli “a campione” sui presunti detentori della famosa legge per verificarne l’esistenza dei requisiti, dovrebbe risottoporli a visita presso strutture pubbliche stabilite d’ufficio. Chi ha realmente una patologia non esiterebbe ad accettare di farsi controllare da qualsiasi professionista del settore.

Chi invece ha creato a tavolino una percentuale di invalidità tale da consentirgli di “fregare” i lavoratori onesti, beh… Dovrebbe cominciare a tremare. Sempre se una coscienza la ha.​

Ma ciò che mi ha creato tante legittime perplessità (sono un essere libero e pensante) ha urtato alcune persone che, per il ruolo che rivestono, avrebbero dovuto condividere il mio pensiero e io mi chiedo perché, visto che chi ha realmente una disabilità mi ha ringraziato per aver sollevato la questione e per ribadire la necessità di dare dignità a questa legge. Forse chi si è risentito ha qualcosa da nascondere, altrimenti non si spiega. La soluzione alla questione?

A parte maggiori controlli, destinare una percentuale, anche il 50% dei posti disponibili, alle persone affette da disabilità o che accudiscono parenti con disabilità. E il restante 50% ai lavoratori secondo una graduatoria di merito, in cui si tenga conto dei titoli e dell’anzianità di servizio.​ ​

Un altro punto su cui voglio tornare è la tempistica delle domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria.

Non sono io a dire che le operazioni vanno concluse entro il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento, ma l’art. 9 comma 6 del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente. Motivo per cui se decidiamo che le norme vanno tutte applicate, questa è una norma ben precisa e va applicata. Non è un problema di noi docenti se un determinato USP ha poco personale e tante domande da valutare. Se io, ad esempio, non rispetto la scadenza del pagamento di una bolletta, vengo sanzionata. E all’ente non importa se io quel mese ho ritardato il pagamento perché ho avuto tante spese. Non è un suo problema. Mi sanziona e basta. La soluzione?! Anticipare la tempistica di tutte le operazioni di mobilità. È così illogico?!​

Ultimo punto che voglio trattare. Qualcuno ha tentato con diplomazia di tapparmi la bocca, invano ovviamente! Qualcuno si improvvisa consigliere manifestandomi​
che io debba canalizzare tutta l’energia che utilizzo quando scrivo di queste problematiche in azioni concrete. Perché “verba volant”. Bene, sono abituata a far seguire i fatti alle parole.

E le mie “azioni concrete” le​ sto portando avanti con l’aiuto legale di professionisti del settore e di chi, come me, ha smesso di credere a chi racconta favolette; di chi, come me, non abbassa la testa dinanzi agli abusi; di chi, come me, crede nella libertà di pensiero; di chi, come me, crede nel potere dei mezzi di comunicazione per scuotere le coscienze; di chi, come me, ci mette la faccia e l’impegno; di chi, come me, non si limita a lamentarsi, ma è propositiva e pragmatica.

D’altra parte, l’unico rischio è che niente cambi. Ma se non ci si prova, questo rischio diventa certezza.​

Floriana Oliva