La maggioranza sulla manovra finanziaria? Un teatrino. Divisi sulle misure sulle banche e gli affitti brevi, ma poi tutti d’accordo per non aumentare i salari, non cancellare la precarietà, fare pagare le tasse solo ai lavoratori dipendenti e pensionati, e tutti d’accordo per i condoni e i mancati finaziamenti alla sanità: il segretario Maurizio Landini ai microfoni del Fattoquotidiano.it parla della manifestazione di Roma contro la manovra, “Democrazia al lavoro”.
E aggiunge: Siamo in 200mila e se la manovra non cambia, non escludiamo nulla. Se non saremo ascoltati e se nel Parlamento e nel Governo non accetteranno di modificare radicalmente quella che è una legge che noi consideriamo sbagliata, valuteremo e non escludiamo assolutamente nulla, di sicuro, non finisce qui qui la nostra mobilitazione se le cose non cambiano”.
E poi, rivolgendosi al leader della Lega Matteo Salvini, il segretario Cgil, sbotta: “Salvini racconta balle. Non era lui che aveva promesso di abolire la legge Fornero? Invece quello che hanno fatto ci ha reso il Paese con l’età pensionabile più alta, ce la giochiamo con la Grecia. I giovani sono precari, quindi chi ha raccontato balle è Salvini, che è riuscito perfino a peggiorare la Fornero”.
Quindi Landini rilancia la proposta di una patrimoniale sulle grandi ricchezze: un contributo dell’1,3% che graverebbe su chi possiede un patrimonio di oltre 2 milioni di euro. Una misura che, secondo il leader sindacale, potrebbe generare un gettito annuo di 26 miliardi.
Al centro dell’iniziativa anche la lotta all’evasione fiscale, il no a una flat tax generalizzata e ai condoni: “Vanno restituiti a lavoratori e pensionati i soldi persi con il drenaggio fiscale, neutralizzando quello futuro – dice la Cgil- chiediamo il rinnovo dei contratti pubblici e privati, con detassazione degli incrementi salariali, l’introduzione del salario minimo, una legge sulla rappresentanza e un vero equo compenso per lavoro autonomo e professionale. Serve contrastare la precarietà, il lavoro povero e lo sfruttamento”.
E sulle pensioni: “una piena rivalutazione degli assegni, con l’estensione della quattordicesima e il superamento della legge Fornero, insieme a una pensione di garanzia per giovani e precari. Sono necessarie nuove politiche industriali e del terziario per contrastare le delocalizzazioni, creare lavoro e realizzare la transizione energetica, ambientale e tecnologica, dando seguito a una vera strategia di sviluppo per il Mezzogiorno”.