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Manovra finanziaria: ok del Senato

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Con 170  voti a favore e 136 contrari il Senato ha dato il via libera alla manovra finanziaria contenuta nel decreto legge 78 di fine maggio. 
Il maxiemendamento proposto dal Governo è passato senza difficoltà e ora si tirano le somme. 
Gli scatti di anzianità del personale della scuola potrebbero essere ripristinati, ma il testo approvato dal Senato si limita a stabilire che le modalità di utilizzo dei risparmi legati ai tagli di organico di questi anni saranno definite con un decreto ministeriale di natura non regolamentare adottato dopo aver sentite le organizzazioni sindacali. 
La formulazione sta facendo discutere parecchio per diverse ragioni. 
Il fatto che si tratti di un semplice decreto e non di un regolamento vero e proprio significa che esso potrà essere adottato con una procedura semplificata (per esempio non sarà necessario acquisire il parere delle Commissioni parlamentari); significativo poi che non si dica “previa intesa” con i sindacati, come invece avrebbero voluto l’opposizione e la Cgil. 
La formula “sentite le organizzazioni sindacali” vuol semplicemente dire che, prima di firmare il decreto, il Ministro dovrà informare i sindacati senza per questo averne il consenso; in altre parole sarà sufficiente che il Ministro convochi una riunione e consegni il testo del provvedimento, anche se va detto che è ormai prassi  che, in questi casi, qualche osservazione sindacale venga accolta, anche se solo parzialmente. 
Dopo diversi batti e ribatti è saltata l’ipotesi di cancellare il tetto dei 20 alunni per le classi che accolgono alunni disabili; va però considerato che già ora molto spesso il tetto non viene rispettato e sono frequenti i casi di classi con disabili formate da 25-28 alunni, soprattutto se il disabile non è considerato grave. 
Farà molto discutere, infine, la disposizione con cui si sopprime l’Enam e se ne trasferiscono proprietà e competenze all’Inpdap. In pratica con due righe di una legge lo Stato incamera i beni (consistenti) di proprietà dell’Enam acquisiti nel corso degli anni grazie ai contributi, peraltro obbligatori, dei docenti delle scuole dell’infanzia e della scuola primaria. 
Nei prossimi giorni il provvedimento verrà esaminato dalla Camera  dove, a meno di sorprese dell’ultima ora, entro fine mese il decreto 78 sarà convertito in legge.