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Mascherina agli esami? Il mondo della scuola si divide ma Speranza non cede

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L’anno scolastico si avvia verso la conclusione per la maggior parte degli alunni. Non per tutti però, perché migliaia di studenti saranno impegnati con gli esami a giugno quando il caldo sarà sempre più pressante. Ed ecco che torna di nuovo in auge il tema delle mascherine. Per gli alunni indossarle diventa sempre più fastidioso e ci sono contraddizioni che rendono la questione singolare. In diversi luoghi il dispositivo non sarà più obbligatorio e in questi giorni assistiamo ad assembramenti in cui della mascherina non c’è pressochè traccia.

Da diverse parti si eleva il grido sullo stop all’uso a scuola. Prime fra tutte il governo con i sottosegretari Floridia e Sasso che hanno espresso una posizione molto chiara, così come il sottosegretario alla Salute Pierpaolo SIleri. Più cauto il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi che deve seguire le indicazioni del collega della Salute Roberto Speranza. Che, quasi certamente, manterrà l’obbligo fino al termine dell’anno scolastico, dunque esami compresi. Il dibattito è attuale e la discussione in corso, ma il governo pensa di estendere per esempio l’obbligo oltre il 15 giugno per i mezzi di trasporto (navi, treni, aerei, autobus), mentre non ci sarà più per cinema e teatri.

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I numeri della pandemia associati alla scuola sono ormai quasi azzerati (0,7% di alunni in Dad) secondo l’ultima rilevazione, anche se sono drasticamente diminuiti i tamponi.

Il mondo della scuola ha però espresso anche pareri differenti. Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Giannelli, ma anche i segretari generali Cisl Scuola Barbacci e Uil Scuola Turi hanno affermato che tale decisione spetta all’autorità sanitaria e non alla politica.