Home Generale Mascherine al chiuso necessarie fino in estate. Omicron2 più contagioso del 30%

Mascherine al chiuso necessarie fino in estate. Omicron2 più contagioso del 30%

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Mascherine al chiuso almeno fino all’estate e dunque un no senza appello al provvedimento che potrebbe togliere l’obbligo del dispositivo di protezione al chiuso: lo dicono gli infettivologi italiani e in modo particolare, come informa RaiNews, il prof. Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma. 
Il professore ha specificato alla Adnkronos come l’uso della mascherina sia ancora indispensabile visto l’innalzamento della curva dei contagi nelle ultime settimane, puntualizzando poi come sia necessario “mantenere molta prudenza, e quindi anche la mascherina, negli assembramenti all’aperto“.

E, a proposito dell’aumento dei casi positivi registrati nelle ultime due settimane, l’infettivologo ha affermato che, per ora, la situazione è controllabile e non c’è grossa pressione sugli ospedali. 

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Tuttavia, bisogna andare oltre: “Dovrà essere messo in pratica un piano di riorganizzazione dei percorsi perché la nuova fase post pandemia prevede una convivenza con il virus che deve essere gestita al meglio”. Fase imprescindibile dai vaccini “che vanno aumentati perché è dimostrato che sono l’arma in più che abbiamo”. 

E a questo allarme si unisce l’altro del prof Pregliasco: Omicron2 è 30% più contagiosa, simile a morbillo e “chi ha avuto Covid a dicembre può ancora contagiarsi, con circa il 10% di probabilità”.

A Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il direttore dell’IRCSS Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco, è stato chiaro: La sottovariante Omicron 2 è “il 30% più contagiosa di Omicron, si avvicina al morbillo e alla varicella ma chi ha la tripla dose è protetto dalle forme gravi. Purtroppo chi ha avuto il Covid con l’ondata Omicron di dicembre oggi può reinfettarsi, parliamo di una quota di un 10%”.

Quanto alla ipotesi che quella attuale si possa considerare come una nuova ondata pandemica, si tratta, spiega Pregliasco, della “ondata di un virus più tranquillo, diciamo che più che una quinta ondata è un rialzo della quarta”.