Home I lettori ci scrivono Maturità 2022, reintrodurre gli scritti è una clava!

Maturità 2022, reintrodurre gli scritti è una clava!

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Professor Bianchi,

Ci chiediamo, ora più che mai, se osservando dall’esterno, possiate immaginare lontanamente come possa sentirsi tutti e ognuno della nostra comunità scolastica. Una realtà buia, tre anni di pandemia pesano sulle nostre spalle. La digitalizzazione delle lezioni e delle relazioni, ci ha resi privi di volontà, ci ha impoveriti di conoscenze, desideri e curiosità.

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Abbiamo bisogno di valori, emozioni che ci spingano ad avere curiosità nella ricerca e nel sapere, che cala ogni giorno di più. Abbiamo la necessità di ascoltare esperienze e vissuti, per capire realmente quale sia il mondo attuale. La DID non ha funzionato, portare la lezione frontale su uno schermo è stato devastante e i cattivi risultati sono evidenti.

Ora siamo più arrabbiati che mai perché non è corretto cambiare le regole in corsa di opera. È giusto tornare alla normalità, ma bisogna farlo gradualmente.

Reintrodurre gli scritti è una clava, che non parla di presa in carico della comunità scolastica, tutt’altro.

A noi, come futuri operatori socio-sanitari, sarebbe piaciuto poter concludere con un esame orale portando al colloquio una tesi di diploma, e ci stavamo lavorando, elaborando progetti di intervento in ambito socio-sanitario per dimostrare di aver acquisito competenze disciplinari e trasversali, per essere dei cittadini attivi.

Ma non è più possibile. Ci avete messi in difficoltà, siamo costretti a mettere un punto e ricominciare da capo, senza essere ascoltati o compresi. La corsa per le simulazioni degli scritti.

La scuola non è un compitificio e dopo la pandemia, abbiamo capito che l’unico modo per salvarci è dare importanza al NOI, la cura è l’ascolto, stare insieme. Speravamo in un esame di Stato che parlasse di noi, del nostro percorso e di ciò che abbiamo vissuto.

Dateci voce. Siamo noi la scuola.

Professor bianchi, lei come professore ancora prima che Ministro, ci ascolti.

Parlando da futuri operatori socio sanitari, possiamo solo permetterci di dire che, aiutare e comprendere l’altro significa accoglierlo ed ascoltarlo dando spazio alle nostre paure.

Certi di un riscontro, grazie Ministro.

  La VA servizi socio-sanitari dell’Isabella Morra, Matera