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21.06.2026

Maturità 2026, al via le prove orali: consigli pratici per non sbagliare il colloquio

Archiviate le prove scritte, anche se non per tutti (come i licei artistici, la cui seconda prova si svolge su tre giorni), per gli oltre 527.000 studenti impegnati nella Maturità 2026 la concentrazione è ora tutta sugli orali. Il colloquio finale, a gruppi di cinque studenti, prenderà il via tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno, con la scansione dei candidati decisa sulla base della lettera alfabetica estratta durante le prime due verifiche.

Il colloquio

I maturandi arriveranno al colloquio finale con una dote di voti già fissata, derivante dalla somma dei crediti accumulati nell’ultimo triennio scolastico (massimo 40 punti, per avere i quali sarà però indispensabile avere almeno 9 in condotta) e le valutazioni degli scritti, che da indicazioni ministeriali vanno pubblicate almeno due giorni prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento dell’orale.

E al colloquio sarà indispensabile che i candidati mostrino un atteggiamento attivo: un’eventuale “scena muta” produrrebbe, in automatico, come previsto dalle nuove disposizioni volute dal ministro Giuseppe Valditara, alla ripetizione del quinto anno scolastico.

Si riducono a quattro le discipline si cui potere fare domande, che sono le stesse che insegnano i quattro commissari nominati (due interni e due esterni all’istituto).

Cambierà anche la modalità del colloquio, che durerà non meno  di 40 minuti e non più di un’ora: “viene definitivamente archiviato – ricorda l’Ansa – lo ‘spunto’ a sorpresa proposto dai docenti. Al suo posto, il candidato aprirà le danze con una riflessione personale sul proprio percorso di studi, che potrà essere supportata e arricchita dagli elementi raccolti nel ‘curriculum dello studente’”.

“Superata l’introduzione, l’interrogazione si concentrerà esclusivamente” sulle quattro discipline “indicate dal ministero Istruzione a fine gennaio. Nel terzo step il maturando illustrerà le esperienze vissute nei Percorsi di formazione scuola-lavoro. Subito dopo, la scena sarà dominata dall’Educazione Civica: si procederà a un confronto su tematiche legate alla Costituzione, diritti di cittadinanza e sostenibilità ambientale”.

Come esporre gli argomenti

Secondo Skuola.net, non si dovranno per nulla improvvisare gli argomenti, ma in qualche modo strutturati e provati casa: “anche se non è prevista una presentazione multimediale, aneddoti, oggetti evocativi, storie “strappalacrime” di civismo o impegno personale (es. sport, lavoro o volontariato), insieme ad altri artifici retorici, possono sicuramente contribuire alla causa”.

Non sarà necessario produrre documenti che, come in passato, collegassero i contenuti di più discipline. “L’unico documento – sotto forma di relazione o più comunemente di presentazione multimediale – che gli studenti possono portarsi da casa è la relazione sulle esperienze di Formazione Scuola-Lavoro, ex Pcto. Va preparato quindi con cura, evitando un mero “elenco della spesa” ma cercando soprattutto di sviluppare elementi narrativi e analitici che consentano di illustrare in maniera sintetica (massimo 10 minuti) ma esaustiva le principali attività svolte e le competenze sviluppate”.

Infine, i quattro commissari, più il presidente, “dovranno valutare quanto è rimasto al candidato delle esperienze di Educazione civica svolte dalla classe: è consigliato ripassare accuratamente quanto lì indicato e, se richiesto dalla commissione, preparare una presentazione multimediale: anche se questo ulteriore compito è obbligatorio solo per chi è stato ammesso con il 6 in condotta”.

Consigli pratici e alimentazione

Quali consigli si possono dare agli studenti che si accingono a svolgere l’Esame orale dalla Maturità 2026? Sull’abbigliamento da scegliere per l’esame orale abbiamo già detto che gli esperti consigliano di puntare al lino e di lasciare a casa “lo sfarzo”.

“In questi giorni di massimo sforzo cognitivo, l’alimentazione non è solo nutrimento, ma diventa una vera e propria strategia biochimica per ottimizzare le funzioni cerebrali, gestire l’ansia da prestazione e garantire una lucidità costante”, ha detto all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro.

“Il cervello ha bisogno di grassi ‘buoni’ per mantenere l’integrità delle membrane cellulari e facilitare lo scambio di informazioni tra neuroni attraverso le sinapsi”, ha detto lo specialista che elenca gli ingredienti da mettere nel piatto: “Il pesce azzurro (salmone, sgombro, alici): rappresenta la fonte principale di acidi grassi Omega-3, costituenti fondamentali delle membrane neuronali che supportano i processi di memorizzazione a lungo termine. Noci e semi (zucca, lino): oltre a un notevole apporto di acidi grassi essenziali, contengono vitamina E, un potente antiossidante che protegge il tessuto cerebrale dallo stress ossidativo dovuto allo studio intenso. I semi di zucca, in particolare, sono ricchissimi di zinco, un minerale chiave per migliorare la memoria e le abilità cognitive”.

Secondo gruppo, i cibi per la concentrazione e l’energia prolungata. “Per evitare i classici colpi di sonno o i cali di attenzione a metà mattina, servono alimenti a basso indice glicemico che rilascino glucosio (il carburante del cervello) in modo costante, senza picchi”, insegna Minelli.

Eccoli: “Cereali integrali (avena, farro, riso integrale): forniscono un flusso continuo di energia al cervello. L’avena, inoltre, contiene vitamine del gruppo B, essenziali per la trasformazione del cibo in energia per il sistema nervoso. Cioccolato fondente (almeno 75-80%): un vero e proprio ‘turbo’ lecito e gradito. I flavonoidi del cacao aumentano l’afflusso di sangue al cervello, migliorando i tempi di reazione e l’attenzione visiva. Contiene anche una moderata quantità di caffeina e teobromina, che svegliano la mente senza l’effetto-ansia del caffè concentrato. Mirtilli e frutti di bosco: ricchi di antocianine, pigmenti naturali che hanno dimostrato di attivare le aree del cervello legate alla concentrazione e di migliorare il flusso sanguigno cerebrale durante i compiti mentali difficili”.

Il terzo comparto di cibi consigliati dall’immunologo-nutrizionista sono quelli per la calma e la gestione dello stress, che non manca nei giorni precedenti all’orale. “L’ansia è la prima nemica della performance: blocca il recupero delle informazioni dalla memoria. Servono precursori di neurotrasmettitori rilassanti”, suggerisce Minalli.

Cosa mangiare? “La banana: è una miniera di vitamina B6 e potassio, ma soprattutto di triptofano, l’aminoacido precursore della serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del buonumore e del rilassamento. Aiuta a mantenere i nervi saldi. Uova: contengono colina, un nutriente fondamentale che il corpo usa per produrre acetilcolina, un neurotrasmettitore che regola non solo la memoria, ma anche l’umore. Verdure a foglia verde (spinaci, bietole): sono ricchissime di magnesio, il minerale ‘antistress’ per eccellenza. Questo elemento aiuta a regolare l’asse dello stress e favorisce il rilassamento muscolare e mentale, migliorando anche la qualità del sonno notturno”.

Infine, “il consiglio d’oro: attenzione all’idratazione”, avverte l’esperto. “Anche una disidratazione lievissima può ridurre la concentrazione, rallentare i riflessi e causare mal di testa. Bere acqua costantemente durante lo studio e durante la prova d’esame è il primo, vero segreto per mantenere il cervello efficiente”, conclude Minelli.

Il voto finale: come ci si arriva?

Una volta terminato l’esame orale, come si andrà a realizzare il voto finale dello studente?

Premettiamo che non cambia l’espressione del voto finale, “in centesimi, con la sufficienza fissata a quota 60”.

“Il punteggio massimo raggiungibile”, 100 su 100, sottolinea l’Ansa, “si ottiene sommando: fino a 40 punti di crediti scolastici (accumulati nel triennio conclusivo delle superiori), fino a 20 punti per il primo scritto, fino a 20 punti per il secondo scritto, fino a 20 punti per l’orale”.

Attenzione: i punti bonus scendono a 3 rispetto ai vecchi 5 e potranno essere sbloccati solo da chi arriva alla fine dell’esame con almeno 90 punti. Il traguardo del “100 e lode” richiederà 40 punti di credito, 60 punti pieni all’esame, nessun ricorso ai bonus e il parere unanime della commissione.

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